«Un pugno» volevano sistemarli a Priolo, altri venti potevano essere «portati» a Vizzini. Ma la questione più importante era quella relativa al prezzo: «Quello lo facciamo noialtri… – dicevano – non è che deve farlo la ditta». A decidere, secondo le accuse, dovevano essere gli uomini del clan mafioso dei Nardo, attivo tra le province […]
Foto di Terna
Clan Nardo, gli alloggi degli operai diventano un affare: «Servono 10 posti per dormire»
«Un pugno» volevano sistemarli a Priolo, altri venti potevano essere «portati» a Vizzini. Ma la questione più importante era quella relativa al prezzo: «Quello lo facciamo noialtri… – dicevano – non è che deve farlo la ditta». A decidere, secondo le accuse, dovevano essere gli uomini del clan mafioso dei Nardo, attivo tra le province di Catania e Siracusa e, in particolare, nel comprensorio di Lentini. La cosca, storica alleata della famiglia di Cosa nostra dei Santapaola-Ercolano, avrebbe fatto da intermediaria per trovare gli alloggi degli operai impegnati nella realizzazione della stazione elettrica di Vizzini. L’opera, entrata in servizio a inizio dicembre 2022 a fronte di un investimento complessivo di oltre 50 milioni di euro di fondi pubblici, ha avuto tra le aziende impegnate nel cantiere la CEIE Power. Ed è proprio nei confronti di quest’ultima ditta che si sarebbero concentrate le attenzioni degli uomini del clan Nardo di Lentini.
Guercio e la sistemazione degli operai
Tra i più attivi ci sarebbe stato il 50enne Antonio Guercio, volto noto alle forze dell’ordine per il suo ruolo di reggente operativo e già finito nei guai nel blitz Agorà del 2022. Anche allora erano emerse le presunte ingerenze dei Nardo nei principali appalti del comprensorio. Nell’ultima inchiesta, denominata Santuzzi come una frazione residenziale di Carlentini, Guercio è stato più volte intercettato mentre discute della sistemazione degli operai impegnati nel cantiere della stazione elettrica di Vizzini.
Il servizio offerto dal clan, però, non avrebbe sempre soddisfatto le aspettative. In un dialogo tra un responsabile della CEIE e un dipendente vengono sottolineate le carenze di una struttura ricettiva dove soggiornavano alcuni operai, ma anche i prezzi per la mezza pensione, considerati troppo alti. «Io avevo detto 45, massimo 50 euro, per andare a dormire», sottolinea il responsabile. La risposta, però, farebbe emergere come i margini per una contrattazione fossero estremamente ridotti. «La situazione purtroppo è quella – spiega il dipendente – non sai le reazioni, se gli vai a fare storie».
«Servono 10 posti per dormire»
A fronte di decine di operai impegnati nel cantiere, l’azienda in un primo momento avrebbe chiesto la sistemazione soltanto per pochi di loro. Un affare al ribasso che non sarebbe sfuggito agli uomini del clan Nardo. «Fino a quando erano 3 o 4 persone uno poteva fare un sacrificio – si legge in un dialogo riportato nell’ordinanza – ma questo adesso si è venuto a contare le persone in cantiere. E dice che non gli bastano 3-4 persone, bisogna incrementare. Manco le posso nascondere le persone il giorno», dice l’uomo della CEIE. Qualche giorno dopo, il desiderio di Guercio sembra venire esaudito, con il responsabile dell’azienda che chiede al dipendente, secondo la ricostruzione dei pm, di trovare gli alloggi: «Sentiti con quel tipo là, digli che ti servono 10 posti per dormire e gli altri magari mandali in albergo, dovrebbero essere 12 o 13».
«Non gli devi fare capire che è una prepotenza»
A interferire nei confronti dell’azienda sarebbe stato anche un suo stesso dipendente. L’uomo, identificato in Fabio Virzì, è il cugino di Guercio. E sarebbe stato proprio quest’ultimo a dargli l’incarico di fare da tramite con la CEIE. Presunte minacce che, però, non avrebbero dovuto essere sinonimo di prepotenza, anche perché, secondo gli inquirenti, gli interessi del clan non erano soltanto per gli alloggi degli operai, ma anche nei confronti di forniture di materiale, deposito dei mezzi e assunzioni di personale. «Cugino, non gli devi fare capire che è una prepotenza – spiega Guercio nella sua lezione di mafia – se ci faccio capire che questa di qua è una prepotenza, domani te la rendono. Ma lo capiranno, lo capiranno. Stai tranquillo. Ancora ti pare perché le cose stanno scorrendo tutte dritte».