Cresce l’incertezza sul futuro dei lavoratori dello stabilimento Pfizer di Catania per i quali l’azienda ha previsto il licenziamento. I sindacati si dicono allarmati e scrivono al ministero e all’azienda chiedendo la sospensione dei termini della procedura in corso. Rinviato l’incontro al Mimit per Pfizer Avrebbe dovuto svolgersi domani – 24 settembre – infatti, la nuova riunione […]
Foto dal sito Pfizer
Pfizer, rinviato l’incontro al Mimit: «Per i lavorati a rischio licenziamento cresce l’incertezza»
Cresce l’incertezza sul futuro dei lavoratori dello stabilimento Pfizer di Catania per i quali l’azienda ha previsto il licenziamento. I sindacati si dicono allarmati e scrivono al ministero e all’azienda chiedendo la sospensione dei termini della procedura in corso.
Rinviato l’incontro al Mimit per Pfizer
Avrebbe dovuto svolgersi domani – 24 settembre – infatti, la nuova riunione al Mimit (il ministero delle Imprese e del Made in Italy) con le rappresentanze sindacali, governative e aziendali dopo la procedura avviata da Pfizer Italia il 2 luglio. Con cui si prevede un esubero di 330 lavoratori su un totale di 540 dipendenti. Così, invece, non sarà: l’incontro, infatti, è stato rinviato. Per i sindacati il differimento dell’incontro «ha determinato una drastica riduzione dei tempi disponibili per il confronto tra le parti. E la valutazione delle possibilità per scongiurare, come richiesto dal governo durante la prima riunione al Mimit, di rivalutare il piano di chiusura di due reparti per assicurare il mantenimento dei livelli occupazionali».
«Mettere a rischio il lavoro è giocare con la dignità umana»

Per i sindacati, è fondamentale che il confronto possa svolgersi «in condizioni tali da garantire un esame completo, approfondito e trasparente di tutte le possibili alternative. Per tutelare l’occupazione, le professionalità presenti nello stabilimento e il patrimonio produttivo e industriale rappresentato dal sito catanese». Così si legge nelle lettera ufficiale firmata dai segretari provinciali dei comparti della Chimica Jerry Magno (Cgil), Domenico D’antone (Uil), Stefano Trimboli (Cisl) e Carmelo Giuffrida (Ugl). Questo ulteriore rinvio, scrivono i sindacati nella lettera inviata alle parti, «mette ancora più in difficoltà questa delicata vertenza. Non si può giocare con la vita di 540 dipendenti. Regna l’incertezza. E in un tessuto sociale come quello catanese mettere a rischio il lavoro significa giocare con la dignità umana e professionale di uomini e donne e delle loro famiglie».