Immagine creata con l'intelligenza artificiale

Grani antichi siciliani verso l’Igp: «Escludere chi coltiva solo per ottenere fondi pubblici»

«Non vogliamo più essere dei battitori liberi, ma avere gli strumenti per mettere in pratica una logica di gruppo che dia più forza all’intero processo». Sono le parole dell’agricoltore custode Marco Romano a dare il senso della costituenda Rete d’impresa per la tutela dei grani antichi siciliani. La realtà che sta lavorando alla presentazione dell’iter per il riconoscimento del marchio Igp. Oltre settanta produttori della zona di Serradifalco (in provincia di Caltanissetta) hanno già aderito alla Rete, avendo come primo obiettivo il disciplinare che prevede una filiera tracciata e interamente siciliana, dal seme al prodotto finito.

La Sicilia terra di grani antichi

Un progetto che parte da un comparto che coinvolge quasi mille aziende agricole e circa 10mila ettari seminati, con una produzione di circa 200mila quintali l’anno. Numeri che generano un valore stimato intorno ai 200 milioni di euro. Secondo le proiezioni della filiera, si potrebbe arrivare fino a un miliardo di euro. «La Rete rappresenta un’occasione unica per la crescita del settore cerealicolo siciliano», sostiene Giuseppe Spadafora, presidente di Unimpresa Sicilia e vicepresidente nazionale Unimpresa. La Sicilia vanta una tradizione millenaria nella coltivazione del grano, «ma in cento anni – lamenta – siamo passati da oltre 800mila ettari seminati a grano ai circa 270mila di oggi. L’Igp dei grani antichi siciliani rappresenta lo strumento per salvaguardare questa tradizione e trasformarla in un’opportunità di crescita».

L’Igp dei grani antichi siciliani

Il disciplinare – elaborato dall’Osservatorio permanente per l’agricoltura di Unimpresa – rappresenta il punto di partenza del percorso verso il riconoscimento Igp. Un modo per definire regole chiare per la filiera «riservata ad aziende agricole e coltivatori che svolgono come attività principale la conduzione. Escludendo – aggiunge Spadafora – una serie di attori che lo fanno solo per accedere a ristori e fondi pubblici». Il progetto punta a mantenere in Sicilia l’intera filiera, dalla semina alla trasformazione. E prevede un sistema di tracciabilità che, partendo dalla semente certificata, consentirà di risalire dal prodotto finito fino all’azienda agricola di origine. «Vogliamo costruire – specifica Pierluigi Reale, responsabile Agricoltura, pesca e foreste di Unimpresa Sicilia – una filiera nella quale sia possibile seguire ogni passaggio. L’Igp deve dare tutela a questa identità e ridare centralità alla figura dell’agricoltore chiamato dal nuovo disciplinare a essere garante della biodiversità».

L’agricoltore custode

Tra questi c’è Marco Romano, titolare di un’azienda agricola a conduzione familiare a Petralia Sottana, in provincia di Palermo. Fondata in un antico feudo dal suocero Cosimo Gioia, è gestita da Romano, la moglie Alessandra Gioia e il figlio Giuseppe che è un agronomo. «Ormai una decina di anni fa – racconta a MeridioNews l’agricoltore custode – ci siamo accorti che, nonostante fosse un’eccellenza riconosciuta, il nostro grano antico siciliano finiva in grandi contenitori». Miscelato con grani esteri, subiva logiche commerciali. «Così, accompagnati dal Crea Dc di Palermo (il Centro di ricerca, difesa e certificazione, ndr) abbiamo cominciato questo complicato percorso che ci ha permesso di tirare fuori il nostro prodotto da quelli la cui tracciabilità non è ben definita. E ci ha resi azienda custode di grani antichi siciliani».

«Ognuno dovrebbe avere coscienza di ciò che mangia»

In particolare, della varietà Gioia (che porta proprio il cognome del fondatore dell’azienda) e del Maiorca, un grano storico da cui l’azienda produce una farina che sta alla base della pasticceria tradizionale siciliana, comprese la scorze dei cannoli. Una materia prima che, quindi, non è più inquinata da prodotti esteri ma può restare pura. «Creare una Rete e un marchio Igp – sottolinea Romano – va a ultimare la logica del nostro processo produttivo. Che si basa su un rapporto storico e culturale con il territorio, sulla qualità e sulla tracciabilità. Ed è anche uno strumento per creare una consapevolezza nel consumatore finale perché ognuno dovrebbe avere coscienza di ciò che mangia».

Niente fitofarmaci o concimi chimici

In Sicilia si contano 68 agricoltori custodi, ma soltanto sei hanno presentato richiesta di controllo in campo. Nel 2026 risultano approvate superfici per 81,7 ettari. E sono 24 le varietà siciliane di conservazione sulle 31 iscritte nel Registro nazionale. La crescita della filiera passa dalla capacità di conservare e moltiplicare il seme delle varietà antiche siciliane. Sementi la cui disponibilità è proprio una delle principali criticità. «L’obiettivo della Rete – commenta al nostro giornale l’agronomo Paolo Caruso – è ampliare la platea di agricoltori custodi e i semi disponibili per tutelare un patrimonio unico al mondo». Con caratteristiche agronomiche che naturalmente rispettano la sostenibilità ambientale. «I grani antichi siciliani – spiega Caruso – hanno una statura più alta rispetto a quelli moderni e competono meglio con le infestanti. Quindi nella coltivazione non si usano fitofarmaci e nemmeno concimi chimici. Perché un eccesso di concimazione spingerebbe al cosiddetto allettamento. In pratica, le piante diventerebbero ancora più alte e si coricherebbero e danno problemi alla raccolta».


Dalla stessa categoria

Ricevi le notizie di MeridioNews su Whatsapp: iscriviti al canale

I più letti

«Non vogliamo più essere dei battitori liberi, ma avere gli strumenti per mettere in pratica una logica di gruppo che dia più forza all’intero processo». Sono le parole dell’agricoltore custode Marco Romano a dare il senso della costituenda Rete d’impresa per la tutela dei grani antichi siciliani. La realtà che sta lavorando alla presentazione dell’iter […]

Dal 21 settembre si apre la settimana dell’equinozio d’autunno: il Sole varca i gradi della Bilancia e i movimenti dei pianeti imprimono all’oroscopo un’energia più scorrevole e aerea. La Luna sarà piena in Bilancia e le energie si riprenderanno in maniera sensata: qualcosa, dentro i segni più toccati dalla Luna, si scioglierà e troverà pace. […]

La settimana dal 14 al 20 settembre 2026 si preannuncia un po’ turbolenta, con un oroscopo influenzato dalla Luna in Sagittario. E in protesta per le cose che non accadono contro Urano in Gemelli, mentre Mercurio in Bilancia si oppone al conservatorismo di Saturno in Ariete. Astri che chiedono movimento e comunicazione e pianeti che […]

Dal 7 al 13 settembre è una settimana cruciale nello zodiaco 2026: con un oroscopo che dà nuovo assetto, grazie a passaggi concentrati tutti in poche ore. In soli due giorni i pianeti ridefiniscono la logica dello zodiaco: la bella Venere scivola in un conturbante Scorpione, mettendo anche gli altri segni d’acqua – Cancro e […]

Manutenzione, assicurazione, svalutazione. E tempo per programmare e svolgere tutte queste attività. L’acquisto di un’auto non ha mai solo il prezzo iniziale, ma tiene conto di tanti altri passaggi durante l’uso. Per questo molti guidatori scelgono sempre più spesso una soluzione diversa: il noleggio a lungo termine (adesso anche dell’usato). Opzione esclusiva, per anni, per […]

Una nuova dimensione della consulenza immobiliare: è quella che si sta delineando negli ultimi anni, puntando sulla formazione continua e l’affiancamento sul campo. Una possibilità di lavoro in Sicilia per nuovi talenti e di crescita anche per gli agenti immobiliari esperti. A raccontare nella nostra nuova rubrica dedicata al mercato immobiliare gli ingredienti necessari sono […]