«Ho deciso di non autorizzare i festeggiamenti per San Daniele. Perché tra gli artisti proposti c’è un cantante che si è vantato di avere un rapporto di vicinanza con i Casamonica». Così Maria Terranova, sindaca di Termini Imerese, nel Palermitano, annuncia lo stop alla festa per evitare la presenza del cantante neomelodico Mauro Nardi, che […]
Termini Imerese, sindaca blocca la festa per San Daniele: nel programma c’è un cantante vicino alla mafia
«Ho deciso di non autorizzare i festeggiamenti per San Daniele. Perché tra gli artisti proposti c’è un cantante che si è vantato di avere un rapporto di vicinanza con i Casamonica». Così Maria Terranova, sindaca di Termini Imerese, nel Palermitano, annuncia lo stop alla festa per evitare la presenza del cantante neomelodico Mauro Nardi, che non ha mai nascosto le sue esibizioni in contesti legati alla mafia.
Le interviste di Nardi sui concerti con i mafiosi
«Quando cantavo a Palermo su terrazzi e feste private, c’era tutta la cupola: Totuccio Inzerillo, Stefano Bontate, Totuccio Contorno, Buscetta. Quando cantavo, impazzivano». È lo stralcio di un’intervista in cui Nardi racconta le sue esibizioni, citato dalla sindaca. Ma non solo. Il cantante neomelodico, in affermazioni pubbliche, si è spinto oltre. Come quando ha riferito del suo rapporto con il clan romano dei Casamonica: «Li tratto con il cuore perché mi pagano, mi coccolano, c’è un rapporto di grande affettuosità e stima. Ho avuto bracciali, orologi… Loro li guadagnano e li spendono, e noi siamo gli artisti di queste persone».
La reazione della sindaca Terranova
«Non esprimo giudizi sulla persona», spiega la sindaca di Termini Imerese sulla sua pagina social. Rivendicando, però, altrettanta libertà nelle sue scelte. Come quella di «non concedere il patrocinio della città che rappresento». Rappresentando un’idea di Sicilia diversa: fatta, spiega, «di tanti altri uomini e donne che hanno sacrificato la propria vita per contrastare la mafia». Nulla contro la festa per San Daniele – festeggiata per qualche edizione negli anni Novanta e tornata lo scorso anno -, spiega la prima cittadina, purché non ci siano cantanti legati alla mafia. «La festa potrà essere riproposta con un programma diverso», chiarisce.