Telecolor, rischio chiusura sempre più vicino Sindacati: «Più controlli sul gruppo Ciancio»

La vertenza dei lavoratori di Antenna Sicilia e Telecolor sembra essere ancora lontana dall’approdare a una soluzione. Anzi, la situazione per i dipendenti diventa sempre più preoccupante. Se per la prima emittente restano confermati i tagli annunciati nelle scorse settimane, che comporterebbero la riduzione del personale tecnico-amministrativo di circa il 50 per cento, per la seconda il futuro si prospetta ancor meno roseo. Abbandonata ormai l’idea di fusione tra le due reti, secondo i sindacati Slc-Cgil e Fistel-Cisl – riuniti ieri in assemblea – pare che il gruppo dell’editore Mario Ciancio Sanfilippo stia valutando addirittura l’ipotesi della chiusura dell’emittente. «I rumors vanno verso questa direzione – spiega Giovanni Pistorio della Cgil – e le voci potrebbero già diventare realtà nei prossimi giorni». Il 16 ottobre è infatti prevista una riunione dei soci dell’azienda editrice delle due emittenti per ridiscutere l’assetto aziendale di Telecolor. Incontro nel corso del quale si dovrebbe decidere il destino della seconda tv di viale Odorico da Pordenone.

La causa della mannaia sulla testa della terza rete più seguita in Sicilia, però, pare non essere da attribuire esclusivamente alla crisi economica in cui versa l’azienda editrice, che l’avrebbe costretta a tagliare drasticamente il personale. Il colpo di grazia sarebbe stato causato dalla sentenza dei giorni scorsi della Corte di appello di Catania che impone all’emittente catanese di reintegrare in servizio i sei giornalisti della vecchia redazione del tg, licenziati nel 2006 senza giusta causa. Una riassunzione che, secondo le sigle sindacali che hanno in carico la vertenza, costebbe al gruppo Ciancio una cifra che si aggira su 1,5 milioni di euro. «Non si può dismettere tutto per un aggravio dei conti», afferma Pistorio che definisce la situazione inaccettabile. «Qui si tratta di rispettare una disposizione del tribunale: i dipendenti devono essere reintegrati. Poi, qualsiasi azienda seria, anche se in difficoltà, avrebbe riperimetrato le risorse e pensato a modalità per ridurre i costi. E’ impensabile che si decida di chiudere baracca perché non si può far fronte a una spesa del genere».

Ma le rivendicazioni dei sindacati non finiscono qui. Nel corso dell’assemblea di stamattina hanno annunciato che chiederanno un incontro con il ministero delle Attività produttive, l’Agcom e la Corecom per chiedere che vengano effettuate verifiche sull’assegnazione delle frequenze e sull’erogazione dei contributi alle due emittenti, «che operano su concessioni governative», spiega il sindacalista della Cgil. «Le frequenze non vengono regalate, ma vengono assegnate in base ad alcuni parametri aziendali, tra cui sopratutto quelli occupazionali». Secondo le sigle sindacali, ci sarebbero quindi delle irregolarità, su cui le autorità competenti devono intervenire. «Non si possono ottenere dei contributi dal Corecom sulla base di un certo numero di dipendenti, per poi annunciare tagli drastici al personale o addirittura una chiusura. Anche se si è già a conoscenza di una situazione di crisi», afferma diretto.

Ma le problematiche emerse non riguardano solo i tagli al personale. Un altro elemento denunciato dalle organizzazioni è la mancanza di un piano industriale di risollevamento aziendale. «Un’azienda non può dichiarare tagli lineari di questa portata senza stilare un eventuale piano di ripresa – attacca Pistorio – e questo finora non è avvenuto». Una situazione gravissima, che necessita verifiche immediate. Non solo sulle due reti vittime dei tagli. «Chiederemo a chi di competenza di effettuare controlli anche a tutte le attività legate, direttamente e indirettamente, alle due aziende in crisi, o comunque riconducibili al gruppo Ciancio, per verificare i ruoli aziendali, l’applicazione dei contratti di lavoro e l’intero assetto previdenziale», annuncia, anticipando che le organizzazioni titolari della vertenza si stanno già muovendo per ottenere un incontro con Assostampa «in cui esporre le nostre rivendicazioni».

Mentre attendono di conoscere il loro destino, i dipendenti di Antenna Sicilia e Telecolor hanno proclamato uno sciopero per venerdì 5 ottobre, con presidio davanti alla Prefettura alle 11. «Speriamo che qualcuno faccia tornare l’azienda sui suoi passi – si augura il sindacalista – ma dai piani alti non vogliono sentire ragioni». E anticipa che, se il gruppo di Mario Ciancio rimarrà fermo sulla sua posizione, si dovrà preparare ad uno «scontro serrato».

[Foto di smokeghost]


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