Paternò, in mostra le tele sull’Etna di Enzo Indaco «Dipinti a cui l’artista affida la dimensione onirica»

La collina torna ad essere il fulcro dell’arte e della cultura paternesi. All’interno dell’ex convento di San Francesco è stata inaugurata la mostra di pittura del maestro di fama internazionale Enzo Indaco: si tratta di quindici opere che raccontano il territorio etneo, dal titolo Circumnavigazione dell’Etna tra riti e miti. L’artista torna a esporre nella sua città natale 36 anni dopo l’ultima mostra. Indaco, 77 anni, ha frequentato l’istituto d’arte di Catania e in seguito l’accademia di belle arti di Palermo. Ha ottenuto la prima cattedra di pittura all’accademia di Catania, dove sarà successivamente anche direttore. 

Nella mostra personale si fa riferimento a Paternò, Adrano, Randazzo, Bronte e Linguaglossa: luoghi impressi in alcune tele, frammenti del loro glorioso passato, delle leggende che accompagnano questi luoghi, insomma quella che l’artista Indaco ha voluto definire una circumnavigazione, un viaggio dell’anima per narrare – con gli strumenti propri del pittore – le tradizioni, i popoli, i segni tracciati dalla storia. «Ho scelto l’ex convento di San Francesco alla Collina perché – ha raccontato Indaco – è là che sono nato, ci giocavo quando ero bambino. Ho lavorato molto per questa mostra, circa sette anni». 

Il simbolo delle tele è l’Etna, che diviene emblema unificante e tema cardine, in una «simbologia che la vede in eruzione o placida e sovrastante, generatrice e potenzialmente devastante – spiega la critica d’arte Lucia Paternò – Anche il Simeto, che dopo il fuoco dell’Etna rimanda ad un altro elemento primordiale, sembra racchiudere nelle sue acque arcani di antiche civiltà. Dipinti, in olio su tela, a cui Indaco, con tratto preciso, affida anche la dimensione onirica – conclude l’esperta – e quella della percezione nel ghermire un riflesso, nel cogliere un dettaglio che fa la differenza». 

Al taglio del nastro, oltre all’autore, hanno preso parte il primo cittadino Mauro Mangano, l’assessore alla Cultura Valentina Campisano e il presidente dell’associazione culturale Il cenacolo Nino Lombardo. «Si tratta un evento di portata significativa – ha commentato Valentina Campisano – Indaco è uno degli artisti contemporanei fra i più apprezzati. Ancora una volta la Collina storica torna ad essere scenario di un importante appuntamento culturale, come lo è stato, qualche anno fa, con L’Orlando innamorato. Il tutto – aggiunge l’assessore alla Cultura – s’inquadra nell’ambito di un progetto che ha l’obiettivo di valorizzare anche sul complesso di San Francesco». 

Il sindaco Mangano ha ringraziato l’associazione Il cenacolo, che si è adoperata per la realizzazione della personale di Indaco: «Il prestigio dell’esposizione, con delle opere talmente belle che necessitano davvero di pochissimi commenti, e la presenza di tanti critici d’arte, ci dicono quale sia la statura di quest’artista. Basti pensare – prosegue il primo cittadino – ai prossimi scenari d’esposizione: Indaco sarà a Noto a Salisburgo. Dobbiamo veramente essere fieri di ospitare una mostra di così alto profilo». 

La personale di Indaco potrà essere visitata fino al 2 luglio. L’artista paternese ha recentemente esposto a Zurigo, mentre la prossima mostra in programma è quella a Salisburgo. Inoltre, tra poco meno di un mese riceverà l’ambito premio Pirandello.

La sua attività artistica, iniziata nel 1960, è ricca di partecipazioni a mostre nazionali e internazionali. Nel 1967 espone alla Decora Domus, nel 1968 alla galleria Le arti. L’anno successivo si occupa della presentazione di un progetto di macro intervento nello spazio urbano nella città di Graz. Nel 1971 è presente a una mostra fotografica da Fiamma Vigo, a Firenze. All’inizio degli anni ’70 partecipa ad alcune mostre di pittura estemporanea a Marzamemi e Pachino. Nel 1974 ritorna alla tecnica della pittura. 


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