di Gabriele Bonafede
Il Palermo festeggia il 113mo compleanno del 1 Novembre 2013 con una bella e convincente vittoria ad Avellino. E Hernandez accetta giallo e squalifica pur di mandare gli auguri di compleanno alla sua mamma. Alcuni giornali sportivi lhanno chiamata ingenuità. E cosè il calcio senza gioco? Senza un poco dingenuità infantile e sentimento? Nulla. Solo business, solo soldi.
Apprezziamo le traiettorie, i gesti tecnici, la passione, e tanto altro. Apprezziamo anche il folklore e le stravaganze che ci sono intorno al calcio. E non dobbiamo apprezzare un augurio, un regalo, per il compleanno della propria madre? Ha fatto bene Hernandez: un giorno lo ricorderemo anche per questo. Come ricordiamo Mattia Cassani che si toglie la maglia dopo quellincredibile gol su poderoso tiro da 25 metri contro Buffon, accettando anche lui la becera ammonizione. Vuol dire che Hernandez ammonito e squalificato per fare gli auguri a sua madre sarà un altro piccolo segno, una nuova chicca, nella storia ultracentenaria del Palermo calcio. Per giunta, la squalifica la sconterà quando sarebbe stato comunque indisponibile per impegni con la nazionale uruguayana.
Piuttosto, è una scemenza la regola dellammonizione quando un giocatore si toglie la maglia dopo aver realizzato un gol.
Di regolamenti, leggi e leggine inutili ne abbiamo già troppe. Pochi sanno, ad esempio, che a Palermo è ancora vietato pettinare i capelli per strada. Si tratta di un regolamento messo in vigore ai tempi del ventennio fascista e, che si sappia, ancora non cancellato. Probabilmente oggi accade di rado. Ma qualche vigile urbano si sogna di multare i palermitani e le palermitane che si trovino a pettinare i capelli in via Libertà o in corso Olivuzza, magari guardandosi su uno specchietto retrovisore? Nemmeno per sogno. Quando una regola è idiota, è bene non applicarla. E possibilmente cancellarla.
Il governo del calcio italiano, invece, è sempre più annorbato dalle più incredibili scemenze, come la formula autolesionista del torneo di coppa Italia, il no alla moviola in campo, le partite di domenica mattina e, purtroppo, anche altro. Sorvola sui cori razzisti, soprattutto se provengono dal tifo di squadre privilegiate, e continua a punire giocatori che esultano normalmente. Anziché chiamare i cori razzisti con nome e cognome, li qualifica con una definizione che ha del ridicolo: cori di discriminazione territoriale. Ma fateci la cortesia!
Peggio, qualche anno fa abbiamo visto il Genoa scendere dalla A alla C per una partita truccata e la Juventus andare solo in B per interi campionati modificati a tavolino, con biscottoni e tonnellate di pasta con le sarde a tutto andare: quando le regole sono serie, vengono applicate con due pesi e due misure. Quando si tratta di sonore fesserie sono invece applicate alla lettera.
Hernandez festeggia. Sono otto i gol segnati finora.Se si mettesse la moviola in campo i pescivendoli andrebbero a fallimento: niente più pasta con le sarde per nessuno, soprattutto per i potentati del calcio, in Italia e allestero.
Per il resto il calcio regala ancora emozioni. Così ad Avellino si è visto un gioco a volte duro e inconcludente, ma anche un Palermo quadrato, che finalmente convince contro una squadra in salute e che tra le proprie mura aveva quasi sempre vinto. È meritato il 2 0 al Partenio, con i rosa più volte pericolosi e sempre con la gara in pugno.
Da elogiare anche gli irpini che, nonostante un paio di topiche in difesa che hanno favorito il Palermo, si confermano squadra ostica anche senza titolari importanti. E soprattutto, un plauso va al tifo biancoverde: a fine partita, bandiere al vento e applausi nonostante la netta e meritata sconfitta. Chapeau.
A Palermo abbiamo qualcosa da imparare dal tifo campano. Nelle federazioni del calcio europeo ci sono tante cose da imparare dal semplice buonsenso.
Le foto di questo articolo sono tratte dal sito facebook Palermo calciomercato 24 ore su 24.
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