Oltre al taglio, la beffa

Sembra essere una situazione prossima alla morte quella delle associazioni musicali siciliane che, tra i notevoli disagi da affrontare a causa della decurtazione del capitolo di bilancio regionale relativo ai fondi dedicati e l’attuazione del piano Antinoro che ne prevede l’equa ripartizione, si ritrovano a doverne attendere la distribuzione materiale oltre i tempi previsti. Dopo le ultime assegnazioni effettuate il 31 dicembre scorso, che hanno visto spalmati i tagli tra le varie associazioni, le quote spettanti non sono ancora state consegnate fisicamente a causa di una ristrutturazione degli assessorati. Resta ancora il dubbio su quale tra l’assessorato dei beni culturali o quello del turismo di Palermo dovrà prendere in mano la situazione.

 

Oltre al disagio dovuto ai ritardi di consegna, la maggiore preoccupazione delle associazioni nasce dalla visione di un sempre minore fondo da cui attingere annualmente. Sembra infatti che i tagli subiti da questa voce di bilancio, relativo al 2009, siano tra il 20% e il 25%, e che sia stato preventivato un  taglio del 50% per quanto riguarda il bilancio del 2010. Allo scopo di evitare un ulteriore perdita di denaro, si è fatta proposta di richiedere delle pezze giustificative per verificare quali tra le associazioni ha portato avanti  l’attività, così da poter recuperare delle risorse che possono essere ridistribuite alle più “meritevoli”.

 

Biagio Guerrera – presidente dell’Associazione musicale etnea – dichiara: «Soltanto alla  fine delle votazioni regionali, una volta che gli equilibri politici verranno riassestati, si avrà la possibilità di capire da chi verranno elargiti tali fondi. Nel frattempo stiamo riprendendo le fila dei rapporti tra le associazioni concertistiche siciliane. Alcuni di noi hanno intenzione di arrivare ad una formalizzazione giuridica di questo rapporto per promuovere, in senso propositivo, un circuito regionale che dia qualche possibilità in più a noi associazioni. Stiamo inoltre portando avanti una battaglia allo scopo di capire per quale motivo il nostro capitolo di bilancio è stato decurtato ogni anno sempre di più e perché c’è la tendenza dell’amministrazione pubblica a privilegiare le iniziative promosse e gestite dall’assessorato invece di privilegiare le iniziative gestite da noi associazioni».

 

Nonostante tutte le problematiche della situazione, il programma stagionale dell’Ame e di altre associazioni, come CataniaJazz, continua ad andare avanti rispettando scadenze e appuntamenti. «Continuiamo stringendo i denti le nostre attività – dichiara Pompeo Benincasa, presidente del CataniaJazz – anche se la situazione non è delle migliori».

Fabio Panebianco

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