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Naufragio al largo di Lampedusa: 19 morti e tre dispersi. «Il Mediterraneo resta un cimitero»

Ancora un naufragio di migranti al largo dell’isola di Lampedusa. Tre uomini sarebbero caduti in mare e sarebbero dispersi. Il gommone è stato intercettato e agganciato, a 85 miglia da Lampedusa, in area Sar libica, dalla motovedetta Cp 306 della guardia costiera. A raccontarlo sono molti dei 58 sopravvissuti, sette dei quali si trovano al Poliambulatorio di Lampedusa. Due, considerate in condizioni cliniche critiche, verranno trasferite in elisoccorso in un ospedale di Palermo.

Il naufragio dei migranti a Lampedusa

I migranti superstiti, portati all’hotspot di contrada Imbriacola a Lampedusa, stanno raccontando che erano in 80 sul gommone di dieci metri salpato da Abu Kammash in Libia all’alba di lunedì. Fra i sopravvissuti, 16 donne e cinque minori. Fra i 19 cadaveri, già portati alla camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana, invece un’unica donna. I migranti hanno dichiarato di essere originari di Sudan, Sierra Leone, Gambia, Nigeria, Ghana, Etiopia. Stando ai loro racconti, ciascuno avrebbe pagato da 400 a 2000 euro per la traversata.

Le parole della politica

«Esprimiamo dolore profondo e sincero per l’ennesima tragedia avvenuta al largo di Lampedusa. Davanti a queste vite spezzate, ogni parola rischia di essere insufficiente. Ma il silenzio sarebbe ancora più colpevole». Lo afferma il capogruppo del M5s all’Ars Antonio De Luca. «Non possiamo limitarci alla compassione – aggiunge Antonio De Luca – queste morti interrogano direttamente la politica. E chiamano in causa le responsabilità di chi oggi ci governa».

«Il governo guidato da Giorgia Meloni continua a inseguire una propaganda fatta di slogan e misure inefficaci, mentre nel Mediterraneo si continua a morire. Non siamo di fronte a fatalità inevitabili: quando si preferisce la linea dura alla gestione razionale, il rischio – conclude De Luca – è che queste tragedie si ripetano. Serve un cambio di rotta immediato: servire politiche serie, coordinare a livello europeo. Continuare così significa accettare che il Mediterraneo resta un cimitero». 


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