Museo egizio, amministrazione punta su apertura nel 2017 Licandro: «Non c’è ancora una data, ma lavoriamo sodo»

«Ci sono tutte le condizioni perché la sezione staccata di Catania del Museo egizio di Torino apra entro il 2017». Così si esprime, tramite una nota stampa, il sindaco Enzo Bianco dopo un incontro al ministero dei Beni culturali dove – con l’assessore Orazio Licandro e l’avvocato capo del Comune Marco Petino – ha incontrato Christian Greco, direttore del museo piemontese, Samanta Isaia, responsabile amministrativa della Fondazione e Luisa Papotti, sovrintendente per Archeologia, Belle arti e Paesaggio della città metropolitana di Torino. Alla riunione erano presenti anche il capo di gabinetto del ministero Giampaolo D’Andrea e la segretaria generale del Mibac Antonia Pasqua Recchia. Gli ultimi in elenco, come spiega l’assessore Orazio Licandro a MeridioNews, «hanno garantito il benestare del ministero per l’attuazione del progetto». 

«La loro presenza ha confermato quello che già aveva dichiarato il ministro Dario Franceschini – continua Licandro – È chiaro però che parliamo di un piano enorme, per il quale è naturale che a oggi sia impossibile stabilire una data precisa, ma sul quale stiamo lavorando in modo frenetico per poter garantire l’apertura entro l’anno prossimo». Ipotesi, quest’ultima, sulla quale non si pronuncia la Fondazione Museo Egizio, l’ente privato che gestisce l’istituto torinese, che – contattata dalla nostra redazione – parla di «tempi prematuri per avere un quadro definito del progetto che si intende implementare, soprattutto per quanto concerne gli aspetti formali».

«Abbiamo risolto i problemi giuridici, cioè chiarito il tipo di accordo che si stipulerà ma ci sono ancora molti passaggi da effettuare –  chiarisce l’assessore alla Bellezza condivisa – Il museo deve lavorare e definire il progetto scientifico, che di massima abbiamo individuato, e poi fare un miliardo di attività collaterali. Esiste poi un grosso lavoro contenutistico da effettuare in sinergia con istituiti di ricerca, le università e le scuole». «L’idea – continua l’esponente della giunta – è quella di dare grandissima rilevanza alla didattica. Un’operazione enorme che non si è mai fatta in Italia». Sulle tempistiche Licandro concorda con la versione fornita dalla fondazione e specifica: «Quello che l’amministrazione ha dichiarato, a bocce ferme, è che ci sono tutte le condizioni per aprire l’anno prossimo – dichiara – ma, essendo una proiezione di una realtà nazionale proiettata su un altro territorio sono ancora molti i nodi da affrontare».

L’assessore spiega infatti i dettagli dell’accordo a tre che il Comune avrebbe siglato nella giornata di ieri insieme alla fondazione e alla sovrintendenza nazionale. «L’amministrazione deve curare la realizzazione di un’opera seguendo tutti gli standard che il museo egizio richiede – spiega il docente di Diritto romano – un esempio banale è la gestione della temperatura delle teche e dell’illuminazione. Ma anche degli strumenti audio e del tipo di vigilanza che sarà necessaria». Licandro spiega inoltre il ruolo dei privati, dello Stato e della città metropolitana di Torino nell’attuazione del dislocamento su Catania. «La Fondazione museo egizio è una realtà privata ma dove il ruolo principale lo gioca il pubblico – chiarisce – La tutela e la conservazione dei manufatti spetta allo Stato per esempio, poi c’è la città metropolitana di Torino, e c’è anche la banca San Paolo che opera dall’interno della Fondazione. Quest’ultima – conclude –  è un organismo particolare, per questo è stato fatto un accordo è a tre. Lo stato autorizza la fondazione a dislocare una parte della collezione nel territorio, quindi tutte le istituzioni, politiche e culturali, devono intervenire e lavorare in tal senso». Confermato in fine il convento dei Crociferi come sede ufficiale del museo. «Il convento ha giocato un ruolo particolare nell’approvazione ministeriale – conclude l’assessore – I funzionari si sono convinti anche per la bellezza del luogo, il prestigio e la qualità dei lavori di restauro effettuati al suo interno»


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