MANCANO TAC E RISONANZA MAGNETICA. L’INCREDIBILE STORIA DELLA DONNA FINITA PRIMA A CANICATTI E POI A CALTANISSETTA. IN UNA LETTERA INDIRIZZATA AL PRESIDENTE CROCETTA E ALL’ASSESSORE LUCIA BORSELLINO IL VICE SEGRETARIO REGIONALE DELL’ORGANIZZAZIONE SINDACALE MEDICA ATTACCA IL COMMISSARIO DELL’ASP CHIEDENDO LA SUA RIMOZIONE
Lo sfascio della sanità pubblica di Agrigento è il tema di una lettera che il vice segretario regionale della Fials (Federazione italiana autonomie locali e sanità), Amedeo Fuliano, ha inviato al presidente della Regione, Rosario Crocetta, e all’assessore alla Salute Lucia Borsellino.
L’argomento del giorno, se così si può dire, è il “tristissimo episodio”, scrive Fuliano, che si è verificato all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. Dove una giovane mamma “aggravatasi improvvisamente dopo un parto cesareo”, non ha potuto usufruire di una Tac perché “lunica e vecchia Tac era more solito guasta”.
Storie da ospedale da terzo mondo: storie della sanità pubblica siciliana della premiata ditta Rosario Crocetta & Lucia Borsellino impegnati, in queste ore, nel presentare all’Ars una Finanziaria che prevede altri tagli, grazie a un Governo nazionale – il Governo Letta-Alfano-Bilderberg – che toglie soldi alla Sicilia per portarli alla Germania della signora Merkel!
Così, mentre la premiata ditta Crocetta-Borsellino effettuano altri tagli alla sanità pubblica siciliana, nell’ospedale di Agrigento si scopre che c’è una Tac che non funzione e che non c’è la Risonanza magnetica!
La paziente, ovviamente, è stata trasferita d’urgenza all’ospedale di Canicattì. Per poi finire a Caltanissetta.
Questa è la sanità pubblica della premiata ditta Crocetta-Borsellino. Questo è l’ospedale pubblico di Agrigento, “unico tra i presidi amministrati dallAsp di Agrigento – scrive sempre il vice segretario della Fials siciliana – ad essere sostanzialmente privo dellindispensabile tecnologia sanitaria di diagnosi per immagine e dunque della Tac e della risonanza magnetico nucleare. Tecnologie la cui mancanza determina, se non un blocco, certamente un grave ostacolo alle attività di quasi la totalità delle unità operative (mediche e chirurgiche)”.
La denuncia di Fuliano va ancora più a fondo: “Gentile Assessore e illustre Presidente – scrive il sindacalista dei medici – non si pensi che il guasto alla Tac sia stato un imprevedibile incidente, sempre possibile quando si tratta di tecnologia delicata e sofisticata. Il guasto, dal quale è scaturito lepisodio di malasanità che si configura nel trasferimento ad un presidio ospedaliero minore (Canicattì) della sfortunata paziente, è soltanto lultimo di una infinita serie”.
Il vice segretario regionale della Fials racconta che, circa un anno fa, presso il San Giovanni di Dio unaltra Tac, è stata smontata. Risaliva a 2003 e si era guastata. “Da allora laltra Tac rimasta – scrive sempre Fuliano – quella attualmente guasta, anchessa risalente al 2003, ha dovuto subire un sovraccarico di ‘lavoro’ con la conseguenza appunto di guasti ricorrenti”.
Insomma, a furia di usarla sempre si è sfasciata. Così un ospedale pubblico di rilievo provinciale rimane senza Tac.
Che ne pensa il commissario della Asp di Agrigento? “Lattuale Amministrazione commissariale – scrive Fuliano – è stata per molto tempo impelagata in una gara, poi annullata, per la fornitura di due nuove Tac. Successivamente la gara è stata rifatta è pare sia stata recentemente aggiudicata ma, in tutto questo tempo, il notevole disagio arrecato agli utenti per i trasferimenti e il prolungamento della degenza ed il connesso aumento dei costi sanitari hanno costituito” hanno creato un gran casino! “Ci chiediamo – scrive il vice segretario regionale della Fials – cosa abbiano fatto per porre rimedio a detta situazione il Commissario Straordinario ed il Direttore Sanitario: questultimo, peraltro, medico agrigentino”. Se questi due signori “abbiano mai preso in considerazione, posto che lattuale Amministrazione è in carica dal 16.09.2011, la possibilità di prendere a nolo una Tac nelle more della definizione delle lunghissime procedure di acquisto avviate. Se ciò fosse stato fatto molti altri episodi di malasanità, non balzati ai tristi onori della cronaca, si sarebbero potuti evitare e contestualmente le unità operative avrebbero potuto operare meglio, più velocemente, in una condizione di maggiore sicurezza per i pazienti”.
“Ma la soluzione qui ipotizzata – scrive ancora Fuliano – gentile Assessore e illustre Presidente è forse ‘rivoluzionaria’ in una terra oppressa dalla più becera ed inqualificabile classe politica”. Una provincia, quella di Agrigento, scrive il sindacalista dei medici, dove “la sanità (primariati, dipartimenti, concorsi e mobilità illegittimi ecc.) si costruisce per realizzare inutili carriere fini a se stesse e non certo nellinteresse dei cittadini-utenti”.
La Fials attacca il Commissario della Asp di Agrigento, tutto intento, si legge nella lettera, alla “costruzione di un megagalattico Dipartimento di Riabilitazione”. Mentre l’ospedale san Giovanni di Dio dà di sé “un’immagine di grave inaffidabilità”.
“Per le suesposte ragioni – conclude Fuliano – chiediamo che lattuale Commissario dellAsp di Agrigento venga immediatamente sollevato dallincarico”.
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