In centinaia per la fiaccolata Io sono Aldo Naro Un genitore: «A Palermo c’è un’emergenza sociale»

In centinaia per Aldo Naro, nonostante la pioggia che ha bagnato Palermo. Il ragazzo ucciso venerdì sera in una nota discoteca della città risveglia le coscienze dei palermitani che si sono dati appuntamento in piazza Verdi per una fiaccolata in sua memoria. Insieme, con le candele accese e una marcia sotto il segno de Io sono Aldo Naro. «Stasera siamo qui per manifestare contro ogni forma di violenza – dice Federica Cavallaro, giovane amica e collega del ragazzo ucciso – Non si può pensare che una sera esci e rischi la vita invece di divertirti. Abbiamo studiato sei anni senza sosta, ci siamo impegnati tantissimo e adesso lui non c’è più, le sue fatiche purtroppo non sono state ripagate».

Una folla di ragazzi illumina la piazza principale della città con le sue lacrime e con la voglia di reagire insieme, in gruppo. Così la parola branco finalmente perde il suo connotato negativo: «Nessuno di noi vuole prendersi meriti. Questa iniziativa l’abbiamo pensata, creata e organizzata tutti insieme – afferma commosso Giorgio Scalici, un altro ex collega di Aldo – Siamo ancora sconvolti anche alla luce delle ultime notizie. Lo ha ucciso un ragazzo di soli diciassette anni? Sarà stato davvero lui? A queste domande non ci interessa rispondere, siamo certi che la giustizia farà il suo corso – sottolinea il ragazzo – Sappiamo solo che Aldo non c’è più e che tutto questo è inaccettabile».

Mentre ancora si marcia insieme, il sindaco Leoluca Orlando, presente alla fiaccolata insieme alla sua giunta, dichiara per sabato 21 febbraio il lutto cittadino: «Oggi ci stringiamo vicino ai familiari e agli amici di Aldo in questo momento così difficile. È necessario l’impegno di tutti affinché gli spazi di intrattenimento e socializzazione dei giovani non siano strumentalizzati per degli insopportabili e inaccettabili controlli criminali del territorio. Rinnoviamo il nostro apprezzamento alle forze dell’ordine e alla magistratura per l’impegno profuso nell’individuazione delle responsabilità del gravissimo episodio».

In prima fila il padre della vittima, Rosario Naro, si strige agli amici di suo figlio che, creando un momento di sincera commozione, leggono due poesie. Il genitore appare commosso ma anche determinato mentre parla alla folla: «Non dobbiamo arrenderci, non dobbiamo liquidare la tragedia capitata a mio figlio come un incidente, se no la sua morte non sarà servita a nulla. Riflettiamo, cerchiamo di capire dove è necessario intervenire affinché avvenimenti come questi non si ripetano».

Le candele illuminano volti giovani e meno giovani, amici, perfetti sconosciuti e genitori preoccupati: «I nostri figli non ci dovrebbero andare proprio in questi postacci». Marcello Vitaliti, padre di un amico di Aldo Naro, non le manda a dire: «Se fosse successo a mio figlio non so se mi sarei ripreso, cercherei senza sosta un perché e, come sappiamo, un motivo non ci sarebbe. È in atto una vera e propria emergenza sociale a Palermo, tutti noi siamo costantemente vittime di aggressioni fisiche e psicologiche, di intimidazioni di ogni tipo».

Presenti alla fiaccolata anche volti noti della vita notturna palermitana, qualcuno ha proprio sentito l’esigenza di chiudere la propria attività e prendere parte a questo momento di raccoglimento: «Abbiamo sentito la necessità di esserci – ha dichiarato Tiziano Di Cara, gestore del Palab, locale e associazione culturale palermitana – So bene quanto può essere pericolosa la situazione nei locali dopo le tre del mattino, per questo penso che noi gestori non dobbiamo mai abbassare la guardia e cercare di mantenere un livello adeguato di sicurezza. Questa grande partecipazione è davvero un bel segnale, considerato che in questa città siamo sempre meno circondati dalla bellezza. I ragazzi invece ne hanno estremo bisogno per allontanarsi definitivamente dalla cultura della violenza».


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