Il Bat-segnale sulle mura di Palazzo Platamone Web-serie catanese su Joker premiata negli Usa

Due nomination al Miami web fest del 2015 e due premi vinti: uno per la qualità degli effetti visivi e un altro per il livello del montaggio. Un cast che conta una quindicina di attori, tutti catanesi, e una squadra di tecnici composta da 20 persone che a Catania e provincia ci sono nate e cresciute. Sono i  numeri del progetto Like me, like a Joker, presentato ieri sera durante la Notte dei musei con un Batsegnale proiettato su Palazzo Platamone. una web serie ispirata al popolare fumetto Batman, nata e cresciuta all’ombra dell’Etna e lanciata alla conquista degli Stati Uniti. Ma non solo. «Abbiamo i sottotitoli in inglese e spagnolo, ma ci stiamo attrezzando per il russo e l’arabo», spiega Alessio Di Stefano, direttore di produzione. «Finora abbiamo quattro episodi – aggiunge Bruno Mirabella, 28 anni, regista e ideatore – Sta per uscire il quinto. La prima stagione sarà fatta di sette episodi, poi lanceremo un crowdfunding per il seguito».

Alla base di tutto, Joker. Il più noto degli avversari del supereroe Batman è stato consegnato all’immaginario collettivo anche grazie agli attori che lo hanno impersonato sul grande schermo: da Jack Nicholson a Heath Ledger, passando per Jared Leto nel personaggio di un film in uscita nel 2016. «È nato tutto come un monologo teatrale», spiega Mirabella. A 18 anni ha fondato la sua prima compagnia teatrale, la Burattini senza fili, che adesso è diventata la produttrice di questo progetto cinematografico. «Volevo parlare della follia dal punto di vista di un personaggio della cultura pop – dice – Ma mi sono presto reso conto che il monologo non era la soluzione ideale. Mi servivano Bruce Wayne (l’identità reale di Batman, ndr) e gli altri villain». I villain sono i cattivi, i nemici giurati dell’inarrivabile eroe. E Joker, tra tutti i villain dei fumetti, è stato spesso considerato il meglio riuscito. «Io, per esempio, mi sono appassionato prima a lui che a Batman», sostiene il regista.

 «Mi sono accorto presto che alla persone il progetto piaceva, quindi l’abbiamo mandato avanti e l’abbiamo trasformato in una web serie». L’idea è arrivata tre anni fa. Quando ancora chi l’ha inventata aveva 25 anni, «poi c’è voluto un anno di pre-produzione e, infine, la produzione a tutti gli effetti». La puntata pilota, proiettata durante l’edizione 2014 della convention Etna comics, è stata un successo. E proprio da là sono venuti alcuni degli attori e della squadra tecnica di Like me, like a Joker. «Lavorano tutti gratis, solo perché credono in quello che facciamo». Ogni puntata è costata sui 400 euro, motivo per il quale la prossima stagione – che finirà tra due episodi – chiederà il sostegno del suo pubblico. «Tra l’uscita della terza e quella della quarta puntata abbiamo notato che l’utenza sta crescendo: nei Paesi arabi così come in Russia. Il pubblico americano, anche grazie al premio di Miami, è molto ampio. E pure in Giappone e Cina stanno cominciando a seguirci», interviene Alessio Di Stefano.

Nello staff della serie – che si può guardare su YouTube – ci sono tecnici, truccatori, persone che si occupano della meccanica e della logistica, ma anche alcuni doppiatori e un rumorista, che vengono da Lentini. A fare da voce narrante, episodio dopo episodio, è un anziano Joker che dice di aver ucciso Batman nel futuro. Ma la storia si sviluppa tra rimandi e colpi di scena. «E si scopre nel corso delle puntate», come in ogni serie che si rispetti. «Il cast è sempre in crescita – afferma il direttore di produzione – Invitiamo chiunque volesse proporsi a iscriversi sul canale YouTube e a mettersi in contatto con noi». Gli attori, per il momento, vengono tutti dal teatro. «E assieme agli esordienti ci sono anche nomi più noti: Salvo Cosentino fa il joker anziano e Giuseppe Carbone fa Alfred», il maggiordomo della famiglia Wayne. 


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