«Diventare genitori non deve significare rinunciare all’università». Un proposito di buon senso che all’Università di Catania è diventato realtà da quando è stata accolta la proposta dei rappresentanti degli studenti che prevede il rimborso del 50 per cento delle tasse universitarie per sostenere la genitorialità studentesca. «Un nuovo passo – dicono a MeridioNews Francesco Pezzillo, […]
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UniCt rimborsa metà tasse agli studenti genitori: «Il diritto allo studio è concreto come la vita»
«Diventare genitori non deve significare rinunciare all’università». Un proposito di buon senso che all’Università di Catania è diventato realtà da quando è stata accolta la proposta dei rappresentanti degli studenti che prevede il rimborso del 50 per cento delle tasse universitarie per sostenere la genitorialità studentesca. «Un nuovo passo – dicono a MeridioNews Francesco Pezzillo, Valerio Fragapane e Salvatore Bonaccorso, che hanno avanzato l’istanza – sul terreno del diritto allo studio e dell’attenzione alle condizioni concrete della comunità studentesca». Il primo passo in questa direzione, a luglio, era stata l’introduzione del congedo mestruale a UniCt, tra le prime università in Italia.
Il sostegno alla genitorialità studentesca a UniCt
La misura economica, rivolta alle studentesse madri e agli studenti padri regolarmente iscritti all’Ateneo, sul contributo di sostegno alla genitorialità studentesca, è stata approvata nel corso dell’ultima seduta del Consiglio di amministrazione. Il rimborso della metà delle tasse universitarie versate per l’anno accademico, riguarda studenti e studentesse genitori di figli minorenni e/o fisicamente a carico. «Questa misura riguarda le studentesse madri e gli studenti padri», dice Pezzillo sottolineando l’importanza della corresponsabilità genitoriale. «Diventare genitori non deve significare essere lasciati soli nel percorso accademico. L’Università ha il compito di garantire il diritto allo studio. Quando uno studente diventa genitore, il rischio di rallentare o interrompere gli studi diventa più concreto. Ed è qui che diventa nostro dovere agire per evitarlo».
«Non è una condizione marginale»
Anche all’Università di Catania ci sono studenti e studentesse che portano avanti il percorso di studi mentre affrontano responsabilità familiari quotidiane. «Questa misura – afferma Valerio Frangapane – riconosce che la genitorialità studentesca non è una condizione marginale. E consente di proseguire nella carriera accademica i genitori che vogliono continuare a studiare, frequentare le lezioni, sostenere gli esami e investire sul proprio futuro». Un’iniziativa che, come fa notare il rappresentante degli studenti in Senato accademico Salvatore Bonaccorso, «rafforza il profilo di UniCT come Ateneo attento alle condizioni reali dei propri studenti. Il diritto allo studio non è fatto solo di lezioni, esami e servizi amministrativi. Ma anche – conclude – della capacità di accompagnare le persone nei momenti in cui il percorso universitario incontra responsabilità personali e familiari complesse».
Le parole del rettore
«L’università è una comunità che deve saper accompagnare i propri studenti – afferma il rettore Enrico Foti -. Anche quando il percorso accademico si intreccia con responsabilità personali e familiari importanti. Sostenere studentesse madri e studenti padri – aggiunge – significa riconoscere che il diritto allo studio non può essere separato dalle condizioni concrete di vita di ciascuno. Con questa misura l’Ateneo rafforza un modello di università attenta, inclusiva e capace di promuovere la continuità dei percorsi formativi».