Gela, soltanto un parco giochi agibile in tutta la città Mamme: «Non sappiamo dove far giocare i bambini»

Strutture chiuse, giostre trasformate in trappole e sommerse da rifiuti ed erbacce. Questa la situazione dei parchi giochi per i più piccoli a Gela. Da una parte all’altra del perimetro urbano tutte le strutture versano nel degrado. L’unico agibile al momento è quello del giardino dell’Auriga, nel quartiere residenziale di Macchitella, frequentato quotidianamente da centinaia di bambini e famiglie, che al momento però è chiuso per restauro.

Domenica scorsa un bambino è finito in ospedale mentre giocava tra i vialetti del parco. L’incidente, fortunatamente senza gravi conseguenze, ha dato un’accelerata agli interventi già calendarizzati dal Comune, che così ha transennato l’intera area chiudendone temporaneamente l’accesso al pubblico. Gli operai della Ghelas, la municipalizzata del Comune, sono al lavoro da lunedì per rimettere a nuovo il parco. Gli interventi previsti riguardano il verde pubblico, ma anche le panchine, le recinzioni e la messa a dimora di nuove piante, le giostre e il sistema di illuminazione pubblica. Un restyling a tutto tondo, di modo da assicurare un giardino adeguato alle esigenze dei più piccoli e delle loro famiglie. La riapertura è prevista per la fine della settimana.

Le cose vanno peggio se si guarda a strutture analoghe. In giro per la città ce ne sono almeno altre quattro, ma tutte purtroppo versano in condizioni più che precarie. Nello stesso quartiere, a soli cinquecento metri dal giardino Auriga, c’è il parco Iqbal Masih. L’area attrezzata venne intitolata al piccolo attivista pakistano, assassinato perché sfidò la mafia dei tappeti. Negli anni però è stato più volte vandalizzato e poi lasciato all’abbandono. Appena qualche mese fa il M5s locale ha provato a lanciare un’iniziativa di piantumazione di nuovi alberi per rilanciare il recupero del parco che oggi però resta sommerso dalle erbacce e dalla spazzatura.

Poco più a Nord, nel quartiere Marchitello, c’è un altro parco giochi, realizzato a ridosso delle palazzine popolari dello Iacp. Anche qui è il degrado a farla da padrone. Il parchetto sorge a pochi metri da uno dei tre container del progetto Marchitello in Progress, sventrato dalle fiamme di un incendio doloso nel giugno scorso. Da allora la struttura è rimasta lì pericolante. Gli altri due container, realizzati per ospitare un centro sociale per i ragazzi del quartiere e costati oltre 300mila euro, sono stati vandalizzati e giacciono abbandonati nel degrado da anni.

Ma è spostandosi solo di qualche chilometro che si trova lo scenario più inquietante. Nel cuore del quartiere Caposoprano, a poche decine di metri dal complesso di scuole superiori che raggruppa liceo scientifico, Itis e istituto per geometri, c’è il parco di via Urali. L’unica area attrezzata per i bimbi del quartiere sembra uscita da uno scenario post-bellico. Il piccolo parco è stato lasciato negli anni all’abbandono e ai vandali che lo hanno pressoché reso inutilizzabile. La struttura più grande è collassata su se stessa, travolgendo gli altri giochi. Oggi gli scheletri di ciò che rimane delle giostre sono coperti dalle erbacce.

Stessa situazione dall’altra parte della città al Villaggio Aldiso, dove l’unico parco giochi per i più piccoli è all’interno di un’area privata chiusa al pubblico da diverso tempo. Le mamme chiedono interventi immediati per restituire gli spazi cittadini ai più piccoli. «È inconcepibile che in una città di oltre 60mila abitanti ci sia solo un parco giochi – ci racconta Concetta che in braccio tiene la figlia di tre anni -. Durante la settimana per noi mamme è impossibile prendere la macchina e fare diversi chilometri per far giocare i nostri figli. Siamo costrette a farli giocare per strada, con il cuore in gola per i pericoli che possono correre». «Gela non è una città a misura di bambino – dice invece Angelica, tornata da qualche mese in città dopo aver vissuto diversi anni a Milano -. Vorremmo semplicemente che chi amministra garantisse a noi cittadini le strutture già esistenti, anziché lasciarle marcire. Non chiediamo l’impossibile, solo la normalità».

Intanto l’assessore al Patrimonio e all’Ambiente Grazia Robilatte fa sapere di stare affrontando la questione dei parchi gioco. «Su Macchitella siamo intervenuti subito perché i fondi erano già stati stanziati – dice -. Contiamo di fare altrettanto anche sugli altri parchetti. Nel frattempo abbiamo lanciato la proposta ai cittadini, alle associazioni e alle imprese di adottare spazi verdi, fontane e parchi. L’obiettivo – spiega – è quello di stimolare e accrescere il senso di appartenenza, creare percorsi di cittadinanza attiva, oltre che recuperare spazi pubblici e incentivare la collaborazione dei cittadini per la realizzazione, la manutenzione, la gestione e la cura degli spazi pubblici che appartengono all’intera collettività».


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