Dolce&Gabbana, la parola a chi lavora all’evento «Risvolti positivi anche per chi oggi non ne gode»

La febbre da D&G è iniziata da giorni, anzi fin dalla data dell’annuncio dell’arrivo a Palermo degli stilisti. Vip, giornalisti internazionali, strade e palazzi blindati fanno da contorno a una kermesse dagli immediati risvolti per la città in termini non solo mediatici, anche se c’è chi non è d’accordo sul fatto che l’evento tornerà utile al territorio. Ieri, dopo il video diffuso dalla casa di moda, il deputato Pd Michele Anzaldi si è rammaricato che questo trascurasse di rappresentare, oltre alle bellezze di alcuni luoghi simbolo della città, anche la sua «vera piaga: la mafia». C’è chi poi parla di uno sfruttamento degli stereotipi siciliani a tutto vantaggio del marketing. Al netto delle scelte degli stilisti e del gossip sulla presenza o meno di alcuni vip, ci sono degli effetti a livello locale non trascurabili. Ad Alte Artigianalità lavorano infatti diverse figure professionali palermitane, come modelle e parrucchieri, aziende e ristoratori. 

Ieri il sindaco Leoluca Orlando aveva rilanciato il video come una testimonianza del fatto che la città avesse «recuperato il suo appeal». Un’opportunità quindi per le aziende locali ma per molti anche per la città intera. Ne è convinto anche Enrico Taormina, uno dei gestori della Tonnara Florio dove è stato allestito il pop‐up store Terrazza Martini: «Le impressioni, al secondo giorno, sono legate alla fruizione degli ospiti. Da parte nostra abbiamo messo in campo una parte dell’organizzazione, secondo gli accordi presi preventivamente, legata ai servizi. C’è una sorta di collaborazione per settori diversi. La ristorazione è rimasta a noi e tutta la parte delle scenografie, delle liste e del ricevimento del pubblico è appannaggio di Dolce&Gabbana». 

Per Taormina l’arrivo del marchio a Palermo rappresenta «un’occasione da prendere al volo, senza fare polemiche sterili come quelle di qualche palermitano radical chic che critica un evento del quale gode la città intera da tanti punti di vista: per l’indotto, per i servizi per tutto ciò che finalmente adesso si muove. In una Palermo abbandonata c’è un marchio come Dolce&Gabbana che decide di investire milioni (26 secondo la portavoce di #diventeràbellissima Giusy Savarino ndr). La città ne beneficia in immagine a livello mondiale, al di là del disagio di qualche strada chiusa e di qualche polemica sterile. Bisogna trarre tutti i vantaggi da eventi come se ne vedono pochi. Ho 41 anni e ricordo a stento brand che abbiano fatto qui questo tipo di operazioni commerciali. Non vedo come non potrebbe derivarne un ritorno e un vantaggio per tutti coloro che ne hanno usufruito e anche per chi non ne può godere direttamente. La Sicilia e Palermo ne trarranno sicuramente un vantaggio». 

Punta tutto sui risvolti positivi anche Caffè Morettino, che ha creato in esclusiva per Terrazza Martini una Carta dei Caffè con otto diverse selezioni di espresso siciliano. «Siamo contenti che la prestigiosa maison Dolce&Gabbana abbia scelto Palermo per gli eventi Alte Artigianalità in programma in questi giorni. Stiamo vivendo un momento di forte cambiamento culturale della nostra città che va capita, amata e raccontata per poter proseguire il percorso di rilancio dell’immagine internazionale, testimoniato dagli ultimi importanti avvenimenti come la nomina a capitale della cultura e l’assegnazione di Manifesta12 su tutti» dice a Meridionews Andrea Morettino, che aggiunge: «È per la città una bellissima opportunità di valorizzazione e di racconto delle proprie bellezze artistiche e socio-culturali e delle nostre tradizioni anche attraverso l’enorme impatto comunicativo di D&G. Un evento che testimonia la crescente attrattività di Palermo che deve però proseguire nel miglioramento dei servizi, delle strategie e della qualità dell’offerta delle strutture ricettive. Ci auguriamo tutti un auspicato impulso nel medio-periodo a nuovi flussi turistici come già accaduto a Capri e Napoli negli scorsi anni grazie anche alla visione di D&G di raccontare il territorio e le sue straordinarie bellezze».

Stefania Brusca

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