Da New York un appello per il Brass Group

Nuovo appello di solidarietà a stelle e strisce per la Fondazione The Brass Group. Dopo il messaggio di Renzo Arbore, che si è unito a quelli della cantante Roberta Gambarini, della pianista Chihiro Yamanaka e dello scienziato Allen M. Hermann, da New York arrivano ora anche le parole di Marcello Pellitteri, professore al Berklee College of Music di Boston.
Riportiamo di seguito la sua lettera indirizzata al Presidente della Regione, Rosario Crocetta, all’ssessore al turismo Stancheris, e al sindaco di Palermo, Leoluca.  Orlando. 

“Sono Marcello Pellitteri, palermitano e residente a New York, musicista, docente universitario e produttore discografico. La settimana scorsa a New York, durante un evento per la celebrazione negli Stati Uniti dell’anno della cultura italiana, sono rimasto sorpreso nell’apprendere che il Brass Group potrebbe cessare di esistere. Ciò sarebbe una grave perdita considerando la sua grande storia di programmazione concertistica che ha incluso tutti i più grandi jazzisti e la sua missione didattica. Nello storico scantinato che il Brass aprì in via Duca della Verdura nacque la sua scuola che ha avuto e continua ad avere un ruolo importante nella formazione di giovani musicisti incoraggiandone l’inserimento a livello professionale. Oltre ad avere una grande orchestra e docenti di altissimo livello, il Brass promuove, grazie ai suoi archivi musicali, una particolarissima guida all’ascolto, elemento essenziale nell’insegnamento della musica.

Insegno da ventisette anni al Berklee College of Music di Boston, la più prestigiosa scuola di jazz e di musica contemporanea nel mondo. Nella mia pluritrentennale attività concertistica e discografica a livello mondiale ho collaborato con grandi del jazz come Jon Hendricks, Paquito D’Rivera, Joe Henderson, Winton Marsalis, Woody Shaw, Slide Hampton.  Ho suonato alla Casa Bianca di Washington D.C. per il presidente Clinton e a Monte Carlo per il Principe Alberto.

I miei successi sono stati costruiti su quelle stabili fondamenta piantate durante il periodo della mia adolescenza quando andavo ad ascoltare musica al Brass dove ho avuto l’opportunità di interagire con innumerevoli musicisti. Esperienze che hanno lasciato in me delle memorie indelebili e che mi hanno arricchito culturalmente ed umanamente. Grazie al Brass Group, all’età di diciannove anni ho suonato al fianco di grandi musicisti in quel famoso scantinato. Lezioni di musica e lezioni di vita. A Palermo. Erano gli anni 70. È da quasi quarant’anni che il Brass Group contribuisce a divulgare una forma d’arte, il jazz, nei cui albori vi sono anche striature siciliane (vedasi il documentario di Renzo Arbore e del regista palermitano Riccardo Di Blasi “Da Palermo a New Orleans – E Fu Subito Jazz”). Un patrimonio culturale di cui noi siciliani siamo parte integrante.

Mi rivolgo dunque a Loro perché il Brass Group possa continuare ad esistere. Se il Brass Group dovesse cessare la sua attività non sparirebbe soltanto una parte del mio passato. Ma, cosa ben più importante, sparirebbe una fonte di conoscenza dal futuro di giovani talenti siciliani, rappresentanti del nostro domani, che verrebbero privati di una componente fondamentale per lo sviluppo qualitativo del loro prodotto made in Sicily. Questo non può succedere nel momento in cui si cerca di far divenire Palermo capitale europea della cultura”.

Grazie per l’attenzione. Cordiali saluti.

Marcello Pellitteri, Professor
Berklee College of Music, Boston MA”


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