Riunione questo pomeriggio a Paternò per discutere del pronunciamento con cui il Tar ha stoppato la chiusura delle scuole, fino al 3 dicembre, decisa dal sindaco Nino Naso. Il primo cittadino ha incontrato dapprima i componenti del Coc e successivamente i dirigenti scolastici delle scuole dell’obbligo e i rappresentanti sindacali. Da parte dei vertici degli istituti è arrivata la richiesta di sanificazione degli edifici prima di fare rientrare gli alunni. L’intervento partirà domattina e si protrarrà fino a domenica.
La decisione del Tar di Catania, che ha accolto il ricorso di una dozzina di genitori, com’era prevedibile, non è stata digerita dalla maggior parte delle famiglie. Un gruppo di mamme ha divulgato una lettera in vitando al buon senso. «La situazione dei contagi a Paternò vive il suo momento di massimo pericolo. Dodici, venti o cinquanta genitori non possono pensare di decidere per tutta la popolazione scolastica – si legge nella missiva -. La situazione è complessa; si faccia subito un tavolo di concertazione con le scuole, i rappresentanti dei genitori, l’amministrazione e i responsabili sanitari».
I legali dei riccorenti – gli avvocati Rosaria Anna Borzì, Giuseppe Lo Presti e Maria Grazia Pannitteri – parlano intanto di campagna mediatica volta a «screditare l’autorità giudiziaria» che ha emesso il provvedimento e il ruolo degli avvocati che hanno patrocinato la difesa, tentando di «colorare politicamente la totale illegittimità dell’ordinanza sindacale impugnata».
L’assessora comunale agli Affari legali Rosanna Natoli aveva definito il ricorso al Tar un «atto scellerato», aggiungendo che la mossa era stata ideata per «colpire l’azione di questa amministrazione volta a tutelare la salute delle famiglie paternesi». Da parte dell’assessora anche l’annuncio di un ricorso al Cga.
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