«Non si può svendere il patrimonio strategico della città per un pacchetto azionario irrisorio». La dichiarazione è del consigliere comunale di maggioranza Niccolò Notarbartolo. L’esponente del Partito democratico, questa mattina, ha protocollato a Palazzo degli elefanti un’interpellanza rivolta al sindaco Enzo Bianco e all’assessore al Patrimonio Giuseppe Girlando per chiedere chiarezza sulla volontà politica dell’amministrazione di cedere 45mila metri quadrati di terreni comunali nella zona di Fontanarossa alla Sac srl, la società che gestisce l’aeroporto Vincenzo Bellini. In cambio il Comune di Catania otterrebbe una quantità di azioni della società aeroportuale che si attesterebbe «intorno al 2 per cento». L’atto di indirizzo politico è stato deciso da una delibera di giunta del 15 dicembre 2015, approvata da tutti i componenti del Municipio. Ma affonda le sue radici in una decisione del Consiglio comunale del 2005, durante la sindacatura di Umberto Scapagnini.
L’assurdità dei passaggi sta nel fatto che l’allora amministrazione comunale «era di centrodestra, seguiva indirizzi e maggioranze diverse, e si attestava all’interno di un quadro societario dell’aeroporto cittadino differente da quello attuale», precisa il consigliere Notarbartolo. Che, oltre a chiedere chiarezza agli amministratori cittadini, propone un ventaglio di soluzioni, al netto del fatto che «l’azione ricorda una continuità con un passato di scelte non sempre limpide sulla gestione delle risorse comunali», sottolinea. Tra le repliche concrete che Notarbartolo si aspetta dall’amministrazione c’è la discussione della delibera con il Consiglio comunale, l’opportunità di provare a ottenere una contropartita migliore dalla Sac o la revoca della delibera di giunta di dicembre scorso.
«Io punto sull’ultima eventualità perché quei terreni si trovano in una posizione strategica per lo sviluppo futuro del comune», precisa il consigliere del Pd. I terreni oggetto della cessione sono stati valutati poco più di 6 milioni e 300mila euro. «Se si volessero davvero vendere quei lotti, sarebbe più opportuno metterli sul pubblico mercato: con un ipotetico guadagno di 6 milioni si potrebbero fare investimenti migliori rispetto all’acquisto di un minimo pacchetto azionario. Con tutto il rischio che presenta essere azionisti della Sac», afferma Notarbartolo. La scelta della giunta, per lui, è «del tutto incomprensibile». Una definizione che, in effetti, si evince dal fatto che gli attuali esponenti della giunta e il sindaco Bianco stesso quando in quel consesso cittadino ricoprivano la carica di consiglieri comunali, si erano opposti.
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