All’indomani della rivolta nel carcere di Trapani, ancora un caso: stavolta un poliziotto penitenziario ha subito un’aggressione al carcere di Bicocca, a Catania. Stamattina, rende noto il sindacato di polizia Sappe, un assistente capo coordinatore, ha ricevuto una testata al volto e diversi schiaffi da un detenuto originario di Adrano. Entrambi si trovavano al primo piano […]
Catania, agente aggredito nel carcere di Bicocca. Sindacato: «In Alta sicurezza neanche un allarme»
All’indomani della rivolta nel carcere di Trapani, ancora un caso: stavolta un poliziotto penitenziario ha subito un’aggressione al carcere di Bicocca, a Catania. Stamattina, rende noto il sindacato di polizia Sappe, un assistente capo coordinatore, ha ricevuto una testata al volto e diversi schiaffi da un detenuto originario di Adrano. Entrambi si trovavano al primo piano del reparto destro. Trasportato d’urgenza all’ospedale Cannizzaro, il poliziotto ha riportato la frattura del setto nasale: dovrà essere operato, con una prognosi di almeno 30 giorni. In corso ulteriori accertamenti per possibili lesioni al timpano.
Il retroscena dell’aggressione
L’aggressione sarebbe nata dai lamentati ritardi del detenuto nell’apertura della cella da parte del poliziotto. Dopo gli insulti, appena se l’è trovato davanti, l’uomo si sarebbe scagliato sull’agente penitenziario. Soccorso da un altro detenuto anziano, prima di essere raggiunto e accompagnato in ospedale dai colleghi. «È l’ennesima aggressione annunciata – commenta Donato Capece, segretario generale del Sappe -. Da tempo denunciamo le gravissime carenze organizzative e di sicurezza di Bicocca. Dove si continua a gestire un reparto di Alta sicurezza senza sistemi di allarme e su un numero sufficiente di colleghi». Necessari, secondo il sindacato, almeno due unità per ogni piano. Anche per evitare proprio i ritardi nell’apertura delle celle dei due bracci laterali, che spesso causano tensione tra i detenuti.
I poliziotti spostati ogni giorno a Piazza Lanza
Come se non bastasse la scarsità di organico, «Una disposizione prevede il distacco quotidiano del comandante e di cinque-sei unità di Bicocca nel carcere cittadino di Piazza Lanza – spiega Francesco Pennisi, delegato Sappe per la Sicilia -, sottraendo risorse a un istituto già in difficoltà. Anche oggi questo personale era distaccato. Se fosse rimasto a Bicocca, il collega avrebbe potuto contare su un dispositivo di sicurezza più adeguato». «Chi ha responsabilità organizzative deve spiegare come sia possibile gestire un reparto di Alta sicurezza in queste condizioni – concludono i due sindacalisti -. Adesso basta davvero: non aspettiamo che accada qualcosa di ancora più grave per intervenire».