Castelmola, contrade rimaste isolate dopo il maltempo Residente: «Non so ancora quando potrò tornare a casa»

«Speriamo che la nostra
richiesta d‘aiuto non rimanga inascoltata. Quanto abbiamo subìto ha stravolto la nostra quotidianità e non sappiamo quando tutto potrà tornare alla normalità». A due giorni dalla catastrofe dovuta al maltempo che a colpito Castelmola, cittadina in provincia di Messina, Cristina, una residente, a MeridioNews lancia il suo grido d’allarme: una richiesta indirizzata a Palermo, ai vertici regionali, ma anche a Roma, perché le contrade di quello che è considerato uno dei borghi più belli d’Italia, possano tornare come prima, dopo che una enorme ondata di detriti e fango le ha invase. Lei, insieme ai suoi due figli e al marito, fa parte delle 30 famiglie che stanno avendo difficoltà a rientrare nelle proprie abitazioni, perché le frane sulle strade hanno reso impossibili gli accessi. 

Dopo il violento temporale e l’esondazione del
torrente Santa Venera, Cristina e la sua famiglia, che abitano a Dammari – una della 40 contrade di Castelmola – hanno dovuto percorrere le strade di campagna per diversi chilometri per raggiungere Trapitello ed essere assistiti da alcuni amici. «Ogni volta che ci sono queste piogge, il torrente diventa come un fiume in piena – spiega la donna – L’ultima ondata di maltempo si è tirato via pure buona parte della strada. Mercoledì mattina eravamo tutti in casa ma, come è accaduto anche a tanti altri, ci siamo ritrovati isolati: sia dalla parte di Trapitello che da Giardini non c’erano strade da poter percorrere, erano tutte interrotte perché diventate un torrente con le pietre trascinate dal torrente e i tombini tutti intasati».

Così, Cristina insieme alla sua famiglia
decide di attraversare le campagne e raggiungere Trapitello per non restare in mezzo al disastro. Un percorso in mezzo all’erba e con l’incertezza di non sapere se sarebbe potuta rientrare in casa: momenti concitati che lei stessa decide di filmare. «Prima c’era un ponte che potevamo percorrere, adesso c’è una bretella, ma ieri era irraggiungibile – continua – Siamo usciti quando ha smesso di piovere. La notte scorsa, mio marito è rientrato a casa, mentre io ho dormito nella mia attività a Giardini». Da quanto ha affermato la residente, anche altre volte insieme alla sua famiglia ha assistito a eventi simili, ma adesso la situazione è apparsa ancora più grave.

«La mia abitazione è nella parte finale della contrada, ogni volta non è facile uscire di casa – aggiunge –
Dal 2016 stiamo qui. Se ai tempi mi è stata data la concessione edilizia, presumo che mi avrebbero dovuto assicurare anche la possibilità di rientrare in casa». Adesso, la donna si fa anche portavoce dei tanti concittadini che, come lei, si trovano nelle stesse difficoltà. «Spero che gli organi preposti ci possano aiutare – conclude – Devo dire che l’amministrazione comunale si è resa subito disponibile. Un grande sostegno lo stiamo avendo anche dal comitato cittadino che unisce le contrade. Credo che sia necessario che i Comuni di Castelmola, Giardini Naxos e Taormina facciano rete per portare avanti delle istanze che interessano tutte e tre le comunità».

L’espressione cittadina
Amici delle contrade di Castelmola continua a portare avanti le richieste di intervento per tutte le famiglie colpite. Tuttavia, la presidente Genni Gullotta evidenzia come le richieste avanzate in questi anni sono ancora nel dimenticatoio. «Già questa estate, a causa degli incendi che hanno devastato alberi e vegetazione che facevano da argine al torrente, avevamo chiesto degli interventi al prefetto di Messina e ai sindaci dell’hinterland – afferma Gullotta al nostro giornale – Non c’è un opera che riesca a convogliare le acque di tutti questi torrenti. Oltretutto questi corsi d’acqua non vengono puliti e svuotati dai detriti: le canne al centro formano una diga e si ingrossano i torrenti con i risultati che abbiamo visto in queste ore. L’ultima lettera che abbiamo inviato alle autorità in cui spiegavamo tutto questo risale a ottobre». Al momento sono ancora tanti i residenti che si trovano isolati, tra questi anche diversi anziani. «Su 17 chilometri di territorio abbiamo avuto interruzioni a macchia di leopardo – fa sapere il sindaco Orlando Russo – Siamo intervenuti immediatamente, mettendo a disposizione tre ruspe per liberare le strade dai massi in modo da aiutare i privati. Abbiamo già chiesto un intervento alla Protezione civile regionale».


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