Il governo è disponibile a valutare un tetto al prezzo del gasolio per rispondere alle richieste degli autotrasportatori, in particolare nel Sud Italia, dove proseguono a macchia di leopardo le proteste e i blocchi. A dirlo è il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, a margine di una riunione del comitato […]
Foto pagina Facebook Matteo Salvini
Caro gasolio, Salvini: «Valutiamo un tetto al prezzo». E avverte: «Basta criminalità»
Il governo è disponibile a valutare un tetto al prezzo del gasolio per rispondere alle richieste degli autotrasportatori, in particolare nel Sud Italia, dove proseguono a macchia di leopardo le proteste e i blocchi. A dirlo è il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, a margine di una riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica a Milano.
«Siamo disponibili a ragionare anche di un tetto al prezzo del gasolio», ha dichiarato Salvini, spiegando di avere incontrato le diverse categorie del settore, dalle grandi associazioni ai piccoli trasportatori con un solo camion. Il ministro ha assicurato che continuerà ad ascoltarli.
«Sbloccato un miliardo, partono i pagamenti»
Salvini ha rivendicato lo sblocco di un miliardo di euro di risorse a sostegno del comparto. «Da oggi partono i pagamenti per 2mila aziende al giorno su 32mila in totale, per quasi mezzo miliardo», ha detto, definendo le somme «soldi veri». Accanto all’apertura sul prezzo del carburante, il ministro ha però tracciato una linea netta sui metodi di protesta. «Quello che non siamo disponibili a fare è tollerare la criminalità», ha affermato, riferendosi agli episodi denunciati durante le mobilitazioni: aggressioni ai colleghi, pneumatici tagliati ai tir, minacce ai conducenti e blocchi delle infrastrutture.
Secondo Salvini, queste condotte vanno distinte dalle rivendicazioni dei lavoratori e devono essere affrontate sul piano dell’ordine pubblico. Il ministro ha aggiunto che sono gli stessi autotrasportatori a chiedere di isolare chi compie atti illegali.
Blocchi in Sicilia, Puglia e Calabria
Rispondendo alle domande sulla fine dei blocchi, Salvini ha riferito che diverse associazioni hanno già accolto l’invito a interrompere le proteste in alcune aree di Puglia, Calabria e Sicilia. Per le mobilitazioni ancora in corso, il vicepremier ha invitato a distinguere le rivendicazioni degli autotrasportatori da quelle che ha definito possibili «infiltrazioni di altro tipo», sostenendo che in alcune realtà potrebbero esserci interessi diversi da quelli dei lavoratori. «Incontrerò tutti i camionisti che me lo chiederanno in tutta Italia, soprattutto al Sud, perché lì è il principale problema», ha concluso Salvini, ribadendo la disponibilità al confronto e la fermezza nei confronti di eventuali reati.