Due pistole, una sotto al letto e un’altra nel comodino: è il particolare corredo trovato dai carabinieri a Biancavilla, nel Catanese, casa di Vito Amoroso, del clan Toscano-Tomasello-Mazzaglia. I militari si sono presentati a casa del 59enne esponente del gruppo mafioso, legato alla famiglia catanese Santapaola-Ercolano, per una perquisizione. In tutta la palazzina a due […]
Mafia a Biancavilla, due pistole nella stanza da letto di Vito Amoroso
Due pistole, una sotto al letto e un’altra nel comodino: è il particolare corredo trovato dai carabinieri a Biancavilla, nel Catanese, casa di Vito Amoroso, del clan Toscano-Tomasello-Mazzaglia. I militari si sono presentati a casa del 59enne esponente del gruppo mafioso, legato alla famiglia catanese Santapaola-Ercolano, per una perquisizione. In tutta la palazzina a due piani, in cui l’uomo vive sotto sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno. In camera da letto i carabinieri hanno trovato una prima pistola con
il colpo in canna e matricola abrasa, con il caricatore inserito e sette colpi calibro 6,35. E un’altra nel comodino: una Calibro 38 special, a tamburo, con sei colpi e matricola parzialmente leggibile. Altri 11 proiettili erano conservati in un guanto in lattice. Le armi sono state sequestrate e l’uomo arrestato e trasferito al carcere di piazza Lanza.
Il profilo di Vito Amoroso
Non il primo guaio per detenzione illegale di armi, per Amoroso. Che, già nel 2013, aveva subito un primo arresto. Per poi essere raggiunto nel 2015 da un’accusa di droga in un’indagine sulla criminalità tra Adrano e Biancavilla. Il suo nome torna poi in un’indagine antimafia del 2019, mala definizione del suo ruolo, da parte degli inquirenti, avviene dopo due omicidi nel 2014. Quando vengono uccisi Agatino Bivona e Nicola Gioco. In quel periodo, secondo l’accusa, uscito da carcere, Amoroso avrebbe affiancato il fratello Giuseppe nella gestione del clan. Fino a rischiare un attentato da parte di un gruppo rivale.