Franco era una garanzia assoluta. Potrebbe bastare questo binomio, sempre più raro, per descrivere la vita professionale di Franco Castaldo, morto questa notte. Ma non restituirebbe la cifra umana, enorme, di un giornalista che è stato punto di riferimento per generazioni di cronisti siciliani. Compresi molti di noi di MeridioNews. Fondatore e direttore della testata […]
Addio al giornalista Franco Castaldo: il ricordo della redazione di MeridioNews
Franco era una garanzia assoluta. Potrebbe bastare questo binomio, sempre più raro, per descrivere la vita professionale di Franco Castaldo, morto questa notte. Ma non restituirebbe la cifra umana, enorme, di un giornalista che è stato punto di riferimento per generazioni di cronisti siciliani. Compresi molti di noi di MeridioNews. Fondatore e direttore della testata Grandangolo Agrigento, è stato corrispondente dalla provincia per La Sicilia. Fino allo strappo che ha portato a una situazione non inusuale nel settore, ma poco conosciuta dall’opinione pubblica: venire pagato, senza potere scrivere. Altrove, questo reparto di colleghi viene chiamato il museo degli elefanti. E Franco, di certo, ingombrante lo era eccome.
Non c’era notizia, nell’Agrigentino, che potesse sfuggirgli. E la stima nei suoi confronti era così vasta che di ogni caso importante, da tutta la Regione, lui ne sapeva qualcosa, aveva fonti e documenti. Ma Franco faceva sempre qualcosa di più. Come noi, credeva fermamente nel valore della formazione delle nuove generazioni per il futuro, malandato, di questa professione. Nella redazione di Grandangolo Agrigento, sotto la sua guida, sono cresciuti tanti colleghi. E altrettanti fuori di lì, sparsi per la Sicilia, aiutati da un suo consiglio o dalla condivisione di informazioni. Se avevi bisogno di qualcosa, bastava chiedere a Franco. Lo ha fatto anche con noi, dal primo momento. Sin da quando la giovane età, con annessa mancanza di notorietà, ci chiudeva delle porte.
Ma Franco non si limitava ad aiutare e formare. Era capace di farlo con estrema umanità. Spesso lo sentivamo al telefono. La sua voce, bassa e roca, poteva incutere timore. Ma aveva una nota di ironia così spiccata da provocare sempre il buonumore. Il tono delle telefonate dipendeva dall’interlocutore in redazione: se di mezzo c’era l’Inter, le questioni di lavoro venivano liquidate più in fretta. Indimenticabile, per noi, sarà un viaggio ad Agrigento per una antipatica questione legale. Una giornata che Franco – attorno alla tavola, al cibo e al vino – ha saputo trasformare in un momento di calore umano, tra confidenze e risate. Ultimamente Franco non stava bene: i tempi delle sue risposte si erano allungati, ma che sarebbero arrivate rimaneva una certezza.
Quel giorno, ad Agrigento, abbiamo conosciuto suo figlio, Giuseppe Castaldo, che da anni lo affianca in redazione. Arrivava, trafelato, da un servizio importante che andava pubblicato. Tra loro sono bastate poche parole per capirsi. Siamo certi che Giuseppe saprà gestire la preziosa eredità di Franco. E a lui diciamo che a Catania avrà sempre non solo dei colleghi, ma degli amici. A tutta la famiglia, infine, vanno le nostre condoglianze e un sincero abbraccio.