“A rischio le farmacie rurali”

Federfarma ‘boccia’ la nuova proposta di accordo sul sistema di remunerazione delle farmacie presentata nelle settimane scorse dal Ministero della Salute, in quanto disattende l’accordo siglato il 16 ottobre 2012 all’Aifa e fortemente sostenuto dai farmacisti.

Federfarma ricorda infatti come l’accordo siglato all’Aifa rispondesse a tutte le condizioni contenute nella norma della legge 135/2012 (spendine review), nella quale si prevedeva che la nuova remunerazione fosse definita sulla base di uno specifico accordo tra le componenti della filiera distributiva e l’Aifa.

Solo nel caso di mancato accordo, la norma prevedeva che il Ministero della Salute, di concerto con quello dell’Economia, potesse procedere autonomamente con proprio decreto, d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni e con il parere delle competenti Commissioni parlamentari.

“Nonostante il 16 ottobre l’accordo sia stato raggiunto nel pieno rispetto dei vincoli di legge, il Ministero della Salute ha attivato, proprio in questo scorcio finale di legislatura, la seconda procedura, il decreto autonomo, trasmettendo la propria proposta alla Conferenza Stato-Regioni”, si legge in una nota di Federfarma.

Un provvedimento i cui contenuti, peraltro, non piacciono affatto ai titolari di farmacia. Secondo Federfarma, in particolare, la nuova proposta “penalizza pesantemente le piccole farmacie a basso fatturato, rurali e non, azzerando di fatto qualsiasi forma di agevolazione prevista nella remunerazione attuale e nell’accordo del 16 ottobre; questo rischia di mettere in crisi la capillarità del servizio, proprio nelle zone più disagiate, dove la farmacia è spesso l’unico presidio sanitario accessibile”.

Inoltre “non tiene conto dell’esigenza primaria evidenziata dal Legislatore di estendere le procedure di tracciabilità a tutti i farmaci, favorendo, con l’applicazione di un nuovo modello di remunerazione, il passaggio in farmacia anche dei medicinali innovativi ad alto costo, oggi distribuiti dalle Asl”.

Il presidente di Utifarma Palermo, Roberto Tobia, ribadisce la disponibilità al confronto per individuare le soluzioni più corrette per l’applicazione dell’accordo del 16 ottobre scorso.

“Chiediamo – afferma Tobia – che si parta da lì per delineare un nuovo modello di remunerazione che produca realmente risultati positivi per il sistema in termini di sostenibilità, tracciabilità del farmaco, razionalizzazione dei sistemi distributivi, nonché rinnovo della convenzione scaduta da un anno e dell’applicazione dei nuovi sevizi in farmacia. I tempi per approfondire il problema ci sono: la spending review ha rinviato l’entrata in vigore della nuova remunerazione al 30 giugno 2013. Sediamoci intorno a un tavolo e verifichiamo tutti i nodi critici, anche perché l’applicazione della nuova remunerazione potrebbe causare la chiusura di tutte le farmacie rurali”.

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