All’Archivio storico Futurismo e futuristi, l’impatto e l’oltre «Avanguardia artistico-culturale, spazzò via le ideologie»

«Un percorso dinamico, che richiama l’incessante movimento del tempo e l’eterno ritorno nietzschiano in un luogo “del tempo” e “senza tempo” ove il flusso dei pensieri, dei ricordi e delle emozioni si incanala nell’alveo di una maestosa storicità»  Con queste parole l’assessore alla Cultura Andrea Cusumano e il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, presentano Futurismo e Futuristi: l’impatto e l’oltre. Inaugurata nel pomeriggio di venerdì 4 maggio, presso l’Archivio Storico Comunale di Palermo, la mostra offre uno sguardo d’insieme sulle innovazioni artistico culturali attuate dal movimento futurista nell’Italia del Novecento. 

Circa 24 le opere, provenienti da collezioni private, già esposte a Roma, Frosinone, all’Università della Calabria e alle Isole Borromee. Dipinti di artisti come Bergaglia, Yaria, Bacci, Oriani, Antonio Marasco e Mario Sironi, appartenenti al Secondo Futurismo Torinese, ma anche stampe, foto, capi d’abbigliamento, documenti e oggetti d’epoca. Inserito all’interno del ricco calendario di eventi che vede Palermo Capitale della Cultura 2018, “Futurismo e Futuristi: l’impatto e l’oltre” sarà fruibile gratuitamente fino all’8 giugno, dal lunedì al venerdì dalle 09:30 alle 13:30 e il mercoledì anche nel pomeriggio dalle 15 alle 17.

L’allestimento, curato da Graziella Bellone in collaborazione con Laura G. Miceli, nasce con l’intento di documentare e far riflettere il visitatore sull’attualità del movimento futurista, ponendo l’accento sul mito dell’azione, del dinamismo e della simultaneità. Curiosa l’istallazione scultorea realizzata da Ugo Fontana e Giuseppe Lo Presti utilizzando una radice di ulivo e ferro colorato, chiaro riferimento a Isole nello spazio di Prampolini.

Esposte anche una ventina di testimonianze provenienti dalla Biblioteca comunale palermitana: «Carteggi inediti di vari intellettuali dell’epoca, da Marinetti a Capuana, con il siciliano De Maria, che fu tra i firmatari del Manifesto – spiega Eliana Calandra, direttore dell’Archivio Storico Comunale – materiale bibliografico manoscritto e a stampa, raro. Un valore aggiunto che permette di comprendere meglio il futurismo, in una riflessione contemporanea sul ruolo travolgente ed invasivo che la macchina, la velocità e la tecnologia hanno ormai assunto nel nostro vissuto quotidiano».

Presenti all’inaugurazione la direttrice dell’Archivio Storico Comunale, Eliana Calandra, il consigliere comunale delegato Francesco Bertolino, la curatrice Graziella Bellone e la collaboratrice Laura G. Miceli, che, nel corso della presentazione, ha recitato alcuni testi di Pirandello, Marinetti e D’Annunzio sul mito dell’aereomobile contribuendo all’immersione del pubblico presente nel Novecento italiano.
«L’oltre si manifesta non solo nell’attenzione al sociale, nella velocità, nel progresso che profeticamente mette la macchina al di sopra dell’uomo e prova a divorarlo – racconta Laura G. Miceli – ma al fatto che l’immagine esplode in tutta la sua potenza per acquisire predominio sulla cultura scritta».

In mostra con ben 16 opere, il pictor philosophus, Alberto Bragaglia. Artista e teorico dell’arte, Bragaglia dipinse centinaia di opere, ma non prese mai l’iniziativa di esporle al pubblico. Prese parte al movimento futurista accanto a Boccioni e Balla, proseguendo poi la sua ricerca pittorica lontano dagli schematismi dell’epoca.

«Da un’arte statica si passa ad un’arte dinamica – racconta la curatrice Graziella Bellone – Tre sono i cardini fondamentali del movimento: dinamicità, simultaneità e velocità. Io sono sempre stata affascinata dal futurismo, un’avanguardia artistico-culturale di grande impatto, che spazzò via le ideologie esistenti, proiettandosi verso il futuro».


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