«Perché ho scritto i referendum sull’acqua»

I quesiti referendari non sono mai semplici da comprendere: sembrano scritti con un linguaggio incomprensibile e poi, col fatto che i referendum sono abrogativi, bisogna ricordarsi che per dire che non si è d’accordo con la legge bisogna segnare la casella “Sì”, e viceversa. Sono 4 i quesiti per cui siamo chiamati alle urne il prossimo 12 e 13 giugno, uno «in materia di nuove centrali per la produzione di energia nucleare», (scheda grigia), uno «in materia di legittimo impedimento del presidente del Consiglio dei ministri e dei ministri a comparire in udienza penale», (scheda verde), uno «in materia di modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica» come ad esempio acqua e trasporti (scheda rossa) e uno «in materia di determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito» (scheda gialla). Abbiamo intervistato il professore Ugo Mattei, docente di Diritto Civile presso l’Università di Torino, vice presidente della Commissione Rodotà per i Beni pubblici, autore del libro “L’Acqua e i beni comuni” (Manifesto Libri), ma soprattutto estensore dei due quesiti referendari che mettono in discussione il decreto Ronchi.

Riguardo al primo quesito, qualcuno parla di privatizzazione, altri precisano che la legge consente di privatizzazione il servizio, ma non la proprietà dell’acqua. Può chiarirci il senso di questo quesito?
«Prima del decreto Ronchi i comuni avevano la possibilità di scegliere se affidare la gestione dei servizi a privati o se gestirli direttamente. Il decreto Ronchi, invece, obbliga il rappresentante pubblico a decidere se vuole farlo gestire interamente a un privato o se in qualche modo continuare a farlo lui, ma facendo entrare il privato col 40% minimo. I comuni, a data certa (entro la fine del 2011), ovvero con la pistola alla tempia, dovranno dismettere il servizio idrico e gli altri servizi economici di interesse generale. Questa dismissione è a tutti gli effetti una privatizzazione, poiché il controllo dell’acqua andrà a soggetti privati, cioè le chiavi degli acquedotti saranno consegnate in mano ai privati. Ci sarà quindi il problema decisionale di aprire e chiudere, di stabilire quanto costa l’acqua decidere se e come distribuirla e in quali condizioni. Di fatto è una privatizzazione».

Insomma, i privati dovranno entrare per forza nel servizio di gestione.
«Esattamente: è obbligatorio a livello nazionale. Ed è questo l’aspetto più fortemente ideologico della riforma Ronchi che noi contestiamo. Ed è stato anche l’aspetto che effettivamente ha reso il referendum assolutamente indispensabile. Senza il referendum, infatti, alla fine dell’anno si sarebbero dovute rimettere nel mercato tutte queste risorse idriche ad un prezzo vile, da 4 soldi. Se non vince il sì, dovremo vendere risorse che appartengono alla collettività per almeno il 40% entro il 2011. A queste andrà aggiunto un altro 15% entro al fine del 2013 per arrivare al 70% entro la fine del 2015».

La legge prevede obblighi di investimento, regole “morali”, tetti massimo all’aumento delle bollette? O potranno decidere tutto i gestori privati?
«Niente di tutto questo. Prevediamo aumenti giganteschi. Magari non subito, ma se dovessimo perdere il referendum dobbiamo entrare nell’ordine di idee che in 20/30 anni, che è la distanza minima per discutere di questi processi, l’acqua in Italia potrebbe costare quanto costava in Bolivia, ovvero il 40% del reddito delle persone. Questo è il vero guaio. Tanto nel settore privato quanto in quello pubblico c’è un’incapacità di pensare sul lungo periodo e quindi dal punto di vista della gestione ecologica di questi processi. La classe dirigente è assolutamente miope e non è in grado di fare nulla di quello che dovrebbe fare».

Ma è previsto qualcosa per “arginare” il potere privato?
«I sostenitori del no hanno introdotto un’autorità di controllo per il servizio idrico sostenendo che tale autorità avrebbe la possibilità di rendere responsabili i gestori, siano essi pubblici o privati. Il problema vero è che in questo momento i rapporti tra pubblico e privato sono assolutamente sbilanciati a favore di quest’ultimo. Questo fenomeno è conseguente alla globalizzazione. Infatti, esistono gruppi privati molto più forti rispetto agli Stati. È una soluzione ideologica perché suppone un nuovo rapporto di forze tra pubblico e privato che non sia più quello esistente».

Passiamo al secondo quesito. Cosa vuol dire che la tariffa del servizio idrico integrato sarà determinata in base all’adeguata remunerazione del capitale investito?

«Attualmente le tariffe idriche sono computate in modo tale da fare rientrare il gestore e lasciargli un 7% in più di margine operativo di guadagno. Un certo guadagno, dunque, dovrà esserci per forza. Se vinciamo al referendum le tariffe saranno computate in modo da non remunerare sotto forma di profitto quel tipo di attività. Chi gestirà, pubblico o privato, dovrà essere fuori dal criterio del profitto. Per noi questo è importante perche porta il processo di gestione in coerenza con la natura del bene. L’acqua è un bene comune, quindi deve essere gestito per soddisfare i diritti fondamentali della persona così come vogliono le Nazioni Unite».

Ma se non privatizziamo non saremo soggetti a una multa da parte della Comunità europea?
«Non c’è alcun obbligo europeo di gestire attraverso gara o attraverso soggetti privati i servizi pubblici di interesse generale. Quest’obbligo è un’invenzione di Ronchi e la Corte Costituzionale gli ha già detto una volta di andarsi a ripassare la lezione perché quest’obbligo non esiste. Si sta facendo una sorta di terrorismo ideologico dicendo che l’Europa ci condanna. È soltanto la narrazione del diritto europeo che abbiamo noi italiani che lo fa apparire come un sistema mercatista. In realtà ha mosso enormi passi nella direzione della tutela dei diritti fondamentali delle persone».

Cosa accadrebbe con la vittoria del sì? È verosimile che venga ripresentata la legge tale e quale, o camuffata sotto altre vesti, nonostante il parere contrario dei cittadini?

«Se vinciamo il referendum per 5 anni il Governo non potrà ripresentare la legge tale e quale, e neanche provvedimenti contrari allo spirito del referendum stesso».


Dalla stessa categoria

Ricevi le notizie di MeridioNews su Whatsapp: iscriviti al canale

I più letti

Dal 5 ottobre inizia una settimana con un oroscopo che propone ancora le logiche della Bilancia. E interrogherà i segni zodiacali su quali siano i rapporti validi, quelli a senso unico o quelli da dismettere. Ma non sarà sempre semplice, visto che Mercurio in Scorpione quadrerà con Marte e Giove, congiunti in Leone. E la […]

Il mese di ottobre 2026 è segnato da un oroscopo con una grande voglia di mettere a posto le idee e, soprattutto, i sentimenti. Venere sarà retrograda in Scorpione e obbligherà i segni zodiacali a fermarsi a riflettere su quanto veramente voglio. In particolare Cancro, Scorpione e Pesci, ma anche Vergine e Capricorno. Il cielo […]

Settimana, questa dal 28 settembre, che inizia bene per i segni di fuoco, con un oroscopo segnato dall’ingresso di Marte in Leone. Che si congiunge a Giove, rendendo le azioni – anche dei colleghi Ariete e Sagittario – molto più incisive. Dopo la Luna piena in Ariete che ha già garantito un contatto interiore significativo. […]

Un impianto fotovoltaico non si progetta, finanzia, autorizza e gestisce da solo. Dietro ogni investimento energetico ci sono tecnici, ingegneri e installatori. Ma anche commercialisti, consulenti e professionisti chiamati a valutarne la sostenibilità economica, individuare gli strumenti finanziari, interpretare le norme, seguire gli aspetti amministrativi e fiscali. La transizione energetica viene spesso raccontata attraverso numeri: […]

Comprare casa significa, prima di tutto, conoscere le proprie possibilità. Capire quale sia la propria capacità di spesa e quale somma possa essere finanziata dalla banca, prima di iniziare la ricerca dell’immobile. È questo il primo consiglio di Salvatore Platania, consulente del credito e assicurativo di 24MAX, all’interno delle agenzie Remax City Home, per la nostra […]