È arrivato il giorno dello sfratto esecutivo per Loredana Boncuore, madre single con una malattia neurodegenerativa che la rende inabile al lavoro. Questa mattina in via Marinuzzi ha consegnato le chiavi all’ufficiale giudiziario. Presenti anche gli operatori della Caritas, le assistenti sociali e il Pronto Intervento Sociale del Comune di Palermo. Dopo due anni di […]
Palermo, sfratto esecutivo per una madre single e malata, senza un alloggio idoneo
È arrivato il giorno dello sfratto esecutivo per Loredana Boncuore, madre single con una malattia neurodegenerativa che la rende inabile al lavoro. Questa mattina in via Marinuzzi ha consegnato le chiavi all’ufficiale giudiziario. Presenti anche gli operatori della Caritas, le assistenti sociali e il Pronto Intervento Sociale del Comune di Palermo. Dopo due anni di consultazioni e rassicurazioni, però, per Loredana non è stato trovato un alloggio idoneo ad ospitare lei, il figlio minore e la cagnolina Kyra. Intanto, dunque, sono stati trasferiti in un b&b per circa 8-10 giorni.
Successivamente, la famiglia dovrebbe entrare in un mini appartamento che oggi non era ancora disponibile a causa di lungaggini burocratiche. Così hanno riferito i referenti comunali, che hanno poi intimato a noi giornalisti di non riprendere la scena dello sfratto e hanno chiesto ai poliziotti presenti di emettere nei nostri confronti una diffida ad usare le immagini interne all’appartamento. Un atteggiamento ostile e poco comprensibile, se non collocato tra i tentativi di ostacolare la libera informazione sulla vicenda.
La storia di Loredana
A differenza di molti casi trattati in tema di emergenza abitativa, Loredana Buoncuore non mai occupato la casa da cui è stata sfrattata. Infatti la situazione di disagio economico della famiglia è cresciuta con la progressione della malattia neurodegenerativa di Loredana, che l’ha resa invalida. Nonostante ciò, Loredana ha sempre chiesto al comune di essere inseririta nella lista delle categorie protette per poter trovare un lavoro attraverso questo canale. Ma non è mai arrivata nessuna proposta in merito. Il Comune di Palermo le ha garantito per un anno il contributo affitto, che non è stato più rinnovato. Motivo per cui Loredana non ha potuto pagare più l’affitto e arriviamo all’odierno sfratto esecutivo.
«Tutto quello che ho è rimasto lì dentro. Il proprietario mi ha concesso di far venire i traslocatori giovedì, che porteranno tutto in un magazzino» spiega Loredana a MeridioNews. Precisando, inoltre, che la situazione è stata gestita, secondo la sua opinione, in maniera confusionaria e senza troppa comprensione. «Oggi provo tanta rabbia e delusione. Perché mi aspettavo comunque un po’ più di umanità da parte del comune, invece mi stanno sbattendo per strada come se fossi un oggetto. Lascia stare le tue cose e vattene. Il pianoforte di mio figlio non si può portare e devo avere un po’ di pazienza. Ma lui sta studiando musica».
«Negli ultimi 15 giorni Loredana ha ricevuto una caterva di promesse tra cui l’housing sociale in cui però non era possibile alloggiare con il cane. Tutte promesse che si sono trascinate nel tempo ma siamo arrivati ad oggi, giorno in cui Loredana ha dovuto consegnare le chiavi di un alloggio, senza averne un altro a disposizione» dichiara infine Tony Pellicane dell’associazione A.Si.D.A. 12 luglio, per il diritto dell’abitare. Che da tempo sottolinea come la gestione degli sfratti a Palermo rischi di generare una bomba sociale, al pari altre città italiane ed europee.