Ci sarebbe forse una donna nella banda di ladri che, ad agosto, ha commesso il furto dei quadri di Antonello da Messina dal museo MuMe. L’indiscrezione pubblicata da Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia viene dalle immagini di videosorveglianza. Che mostrerebbero una persona dalla corporatura esile, con un piccolo zaino in spalla, e in […]
Foto di Museo Regionale Messina
Furto al MuMe, l’ipotesi di una donna tra i ladri
Ci sarebbe forse una donna nella banda di ladri che, ad agosto, ha commesso il furto dei quadri di Antonello da Messina dal museo MuMe. L’indiscrezione pubblicata da Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia viene dalle immagini di videosorveglianza. Che mostrerebbero una persona dalla corporatura esile, con un piccolo zaino in spalla, e in testa un casco jet a copertura parziale, coperto da una maglia scura. Ma ad attirare l’attenzione sarebbe stata, invece, la maglietta indossata dalla figura, con certe forme sul davanti che fanno pensare a un fisico femminile. Sul caso indaga la procura di Messina, con le indagini affidate a Squadra mobile e carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale, anche da Roma.
I dettagli delle indagini
Vicino al luogo del furto, per strada, è stata ritrovata una delle maglie scure usare per coprire i caschi dei ladri: il tipo jet della presunta donna e un casco integrale di un complice. Uno degli indizi in mano agli inquirenti per cercare di risalire alle loro identità. L’inchiesta, inoltre, sembra in parte confermare quanto appreso e riferito dal presidente della Regione Renato Schifani nell’immediatezza del furto. Ossia che gli allarmi fossero inseriti e funzionanti. Tutti, emerge oggi, tranne quello proprio nella sezione in cui sono entrati i ladri. Una informazione da valutare insieme alla presenza dei quattro custodi del museo e al racconto di uno di loro di aver disinserito un allarme scattato, ritenendolo un falso contatto.