Da oltre sei mesi non riusciva più a camminare. Oggi, a pochi giorni da un intervento che in Italia si esegue in pochissimi centri, è di nuovo in piedi e ha già cominciato la fisioterapia. È la storia di una donna nissena di circa ottant’anni operata all’ospedale Umberto I di Enna. Dove l’equipe di Ortopedia ha […]
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Enna, raro trapianto al ginocchio: una 80enne torna a camminare
Da oltre sei mesi non riusciva più a camminare. Oggi, a pochi giorni da un intervento che in Italia si esegue in pochissimi centri, è di nuovo in piedi e ha già cominciato la fisioterapia. È la storia di una donna nissena di circa ottant’anni operata all’ospedale Umberto I di Enna. Dove l’equipe di Ortopedia ha eseguito un trapianto completo dell’apparato estensore del ginocchio, seguendo un modello frutto della sinergia tra l’Asp e l’università Kore.
Il trapianto al ginocchio di un’80enne
La paziente aveva alle spalle un intervento di protesi al ginocchio e un secondo tentativo, non riuscito, di riparare una frattura della rotula. Il risultato era un apparato estensore, cioè il sistema di ossa e tendini che permette di distendere la gamba, ormai compromesso in modo irreparabile. Da qui la decisione di sostituirlo per intero. A operare è stato il professor Arcangelo Russo, direttore dell’Unità operativa complessa di Ortopedia. Insieme ai dottori Gianluca Zocco, Michele Giancani e Gianluca Costa. Decisivo anche il lavoro del dottor Fabiano Melfa, che ha gestito un’anestesia particolarmente delicata.
L’innesto è arrivato dalla banca dell’osso dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna. «Scegliamo il segmento anatomico che per caratteristiche fisiche si adatta meglio alla corporatura del paziente – spiega Russo -. E lo impiantiamo nel ginocchio al posto di quello danneggiato. Parliamo di trapianto completo perché il blocco trasferito comprende, in continuità, la tuberosità tibiale, il tendine rotuleo, la rotula e il tendine quadricipitale».
La riabilitazione
La riabilitazione, fase determinante in qualsiasi intervento e a maggior ragione in questo, è affidata al professor Francesco Pegreffi e ai sui colleghi. In collaborazione con gli specializzandi di Fisiatria, che hanno già messo a punto un protocollo specifico pensato per diventare un modello replicabile, da calibrare sulle esigenze di ciascun paziente. «Risultati come questo – afferma il direttore generale dall’Asp di Enna, Mario Zappia – non nascono per caso. Per questo voglio fare un plauso alla équipe di Ortopedia e a tutti i professionisti sanitari della nostra azienda. Che, ogni giorno, lontano dai riflettori, lavorano con competenza e passione: è grazie a loro che possiamo guardare con fiducia ai progetti futuri per la sanità ennese».