Sette attivisti No Muos sulle antenne Usa «Contro la guerra, disposti anche al carcere»

«Siamo disposti ad affrontare l’orrore del carcere pur di ottenere una vera liberazione dalla logica e dalla logistica della guerra». Sette attivsiti No Muos, quattro uomini e tre donne, si sono arrampicati ieri sera su tre delle 46 antenne radio presenti all’interno della base militare statunitense di contrada Ulmo a Niscemi. Hanno il volto dipinto di rosso, in segno di solidarietà con i palestinesi della Striscia di Gaza, e hanno lanciato un appello diffuso dai comitati siciliani che si oppongono all’attivazione del mega impianto di antenne satellitari Muos già installato dentro la riserva Sughereta.

«Chiediamo – si legge nell’appello – lo smantellamento della base e la sua riconversione in centro internazionale per l’accoglienza, la solidarietà e la pace. Il trasferimento del denaro per gli F35 per progetti sociali ed ecologici elaborati dal basso. La fine della collaborazione militare e commerciale con Israele, da poco condannato per violazione dei diritti umani», spegano gli attivisti nell’appello. Nel quale c’è spazio anche per la questione immigrazione: «Vogliamo la conversione del denaro e degli sforzi militari e polizieschi (Marenostrum, Cie, Cara) usati solo per rinchiudere migranti e deportarli, creando e rendendo operativo da subito un piano di accoglienza solidale», concludono gli ativisti. 

La protesta, che andrà avanti «ad oltranza», anticipa di un giorno una grande corteo all’interno della manifestazione campeggio No Muos in programma fino al 12 agosto, e nella quale sono attese centinaia di manifestanti. «Al momento abbiamo attivato due presidi: il primo (danneggiato nei giorni scorsi, ndr)servirà per dare supporto alle attività della manifestazione, mentre il secondo – spiega Elvira Cusa, attivista di Niscemi – è stato costituito per aiutare gli attivisti arrampicatisi sulle antenne». Nei giorni scorsi 29 ordinanze di divieto di dimora a Niscemi erano state inviate ad altrettanti attivisti No Muos da tutta Italia, tuttavia la situazione viene descritta come «molto tranquilla» da Cusa. Gli attivisti, i cui nomi non verranno diffusi dai comitati No Muos per salvaguardarne l’identità, «sono entrati e si sono entrati nella base senza farsi vedere. Non ci sono stati problemi con le forze dell’ordine», conclude l’attivista.

Gli unici momenti di tensione si sono invece verificati ieri sera. «Subito dopo essersi arrampicati, sono arrivati i vigili del fuoco con una scala antincendio per farli scendere», spiega un’altro degli attivisti di Niscemi, Fabio D’Alessandro. «I pompieri sono però andati via dopo che alcuni di loro hanno fatto capire che non sarebbero scesi, minacciando anche di buttarsi», conclude D’Alessandro.


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