Foto di: Domenico Surdi Pagina Fb

Alcamo: pozzi abusivi, indagato pure sindaco M5s
Si difende: «Agito per non rimanere senza acqua»

Emanuel Butticè

Cronaca – Una proroga alle indagini che vedono coinvolto anche il primo cittadino Domenico Surdi. È lui stesso a comunicarlo sulla sua pagina Facebook. La storia è quella dei presunti favori da parte di dirigenti del Comune ai gestori dei pozzi privati e di alcuni proprietari titolari di autobotti. Tra questi la cognata di un boss

Indagato dalla Procura di Trapani il sindaco grillino di Alcamo Domenico Surdi. A comunicarlo lui stesso attraverso la sua pagina Facebook. L’indagine è quella relativa alla gestione dei pozzi, in cui risultano indagati anche l'ingegnere Enza Anna Parrino, il geometra Pietro Girgenti, fino al 2015 responsabile del servizio idrico, e i privati titolari delle concessioni Isidoro Lo Monaco, Simone Milazzo, Giuseppe Accardo e Giuseppa De Blasi, cognata del boss mafioso ergastolano Simone Benenati. L'indagine nasce dalle denunce dell'ex segretario comunale Cristoforo Ricupati, sentito qualche mese fa in audizione dalla commissione regionale Antimafia.

Secondo la Procura di Trapani per 14 anni alcuni funzionari del Comune avrebbero favorito i gestori dei pozzi privati di acqua e di alcuni proprietari titolari di autobotti. Le denunce di Ricupati ai carabinieri e alla Guardia di finanza sono dello scorso giugno, proprio il mese in cui si è insediata la nuova amministrazione, ma l’ex burocrate avrebbe scritto anche all'Anac, l’Autorità Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, e alla Corte dei Conti.

Ricupati, oggi segretario del comune di Terrasini, in un’occasione cita l’attuale sindaco di Alcamo. Secondo lui avrebbe imposto il pagamento di somme ai titolari dei pozzi, senza che ci sarebbe stata la corretta corrispondenza nelle spese in bilancio. Tutto questo avrebbe permesso introiti non dovuti ai titolari dei pozzi e mancate entrate al Comune. Sarebbero state date anche concessioni per l'utilizzo di pozzi abusivi, qualcuno regolarizzato successivamente.

Surdi, che si dice sereno, ieri mattina ha ricevuto la notifica relativa ad una richiesta di proroga delle indagini da parte del Tribunale di Trapani. Nel pomeriggio ha incontrato la giunta e l’attuale segretario comunale Vito Bonanno e in serata ha deciso di informare i cittadini alcamesi e tutto il Movimento 5 Stelle sull’indagine che lo riguarda: «Ritengo doveroso informare i cittadini alcamesi e tutto il MoVimento 5 Stelle che questa mattina mi è giunta dal Tribunale di Trapani una notifica relativa ad una richiesta di proroga delle indagini. Le ipotesi di reato - scrive il sindaco - sarebbero verosimilmente connesse alla situazione che la nostra amministrazione si è trovata a fronteggiare all’indomani del suo insediamento e che riguarda l'attingimento di acqua da pozzi privati e del trasporto mediante autobotti. Quando ci siamo insediati, le licenze erano scadute e non erano state rinnovate per cui, a seguito della chiusura dei pozzi da parte del Genio civile di Trapani, la città si trovò in grosse difficoltà, anche a causa delle molte richieste dei cittadini che nel periodo estivo si trasferiscono ad Alcamo Marina e non sono serviti da rete idrica. Per questo abbiamo chiesto la revoca in autotutela del provvedimento di chiusura, per non lasciare gli alcamesi senz'acqua, nell’attesa di poter migliorare il servizio. E infatti ci siamo subito messi a lavoro per la redazione di un regolamento sull’approvvigionamento idrico mediante autobotti il cui iter è ancora in corso. Stiamo inoltre studiando - conclude - tutte le alternative per risolvere la perenne crisi idrica che da decenni affligge la nostra città. Resto comunque sereno perché il mio operato è sempre ispirato al rispetto della legge, nell'esclusivo interesse dei cittadini».

Proprio in merito alle denunce di Ricupati, il primo cittadino il mese scorso su un quotidiano locale affermò: «Ricupati ha valutato la sussistenza di fatti delittuosi e ha correttamente denunciato. Ma è chiaro che il sistema sotto l’attenzione della magistratura non è certo un sistema introdotto da questa amministrazione: funziona così da anni ed è nostro interesse migliorare e regolamentare la materia dell’approvvigionamento idrico. Ho anche scritto alla commissione regionale Antimafia per essere sentito». La notizia dell’indagine sul sindaco in realtà in città non stupisce in quanto era attesa, soprattutto dopo i precedenti avvisi di garanzia e dopo le accuse rivolte dall’ex segretario comunale.