Troina, progetto per restaurare chiese e monumenti Le confraternite contribuiranno al ripristino dei beni

Ripetere i gesti e le azioni degli antenati per recuperare la memoria storica e creare un modello di sviluppo per il futuro. È questo l’obiettivo del progetto Riscopriamo la nostra storia, presentato nei giorni scorsi a Troina, alla presenza del sindaco Fabio Venezia, del presidente della Pro Loco Massimiliano Ragusa e dei professori Paolo Giansiracusa e Rocco Froiio, entrambi docenti dell’Accademia delle belle arti di Catania. 

L’iniziativa, in collaborazione con le undici confraternite religiose presenti nel centro dell’Ennese, prevede la creazione di un fondo destinato esclusivamente al recupero e al restauro dei beni artistici troinesi, non solo per renderli fruibili al pubblico ma affinché diventino una testimonianza indelebile per le future generazioni. «Le chiese troinesi custodiscono uno straordinario patrimonio storico-artistico – spiega il primo cittadino – che va restaurato e valorizzato. Ogni anno l’amministrazione comunale destinerà un euro per ogni cittadino, a cui si aggiungerà un’ulteriore quota versata dalle confraternite, in proporzione al numero degli iscritti. Vogliamo unire le nostre sinergie – aggiunge Venezia – e rendere partecipe l’intera comunità». 

Nate dopo il Concilio di Trento, con lo scopo di coinvolgere il popolo nel culto dei santi e della madonna, le confraternite religiose, ancora oggi, sono depositarie delle radici storico-cristiane della comunità troinese. «Le confraternite sono innanzitutto associazioni laiche, luoghi di socializzazione e di incontro – spiega il presidente della Pro Loco Massimiliano Ragusa -. In passato non essere ammessi era una vergogna ed essere espulsi era una mortificazione. Negli ultimi anni, però, i cittadini hanno avuto una diversa percezione della loro funzione, legandola soprattutto alla sepoltura. Oggi – conclude Ragusa – attraverso questo progetto, le confraternite torneranno a essere protagoniste dello sviluppo del paese, impegnandosi anche nel tenere aperte le chiese, affinché i turisti possano accedervi gratuitamente». 

Definita civitas vetustissima, per la sua storia millenaria, Troina conserva, ancora oggi, rilevanti testimonianze del proprio passato. Dalla Capanna dell’Età del Rame, che risale a oltre seimila anni fa – scoperta e studiata dagli archeologi delle Università di Cambridge e di Oxford – a due vaste necropoli del periodo siculo; centro militare per eccellenza, per la sua posizione strategica a oltre 1100 metri di quota, nonché prima sede vescovile e prima capitale normanna di Sicilia. Con l’avvento del Cristianesimo fu un fervente centro religioso, tanto che, nel XVIII secolo, Troina contava ben trenta chiese e dodici conventi. Un numero impressionate dovuto alla sua condizione di città demaniale, con un patrimonio artistico non legato ai palazzi nobiliari, ma costituito da edifici sacri, al cui interno si trovano statue lignee, tele e sculture in pietra che saranno oggetto del restauro. 

«Un tempo, i beni storico-artistici nascevano per desiderio, volontà e sacrificio della comunità stessa – spiega il coordinatore del progetto Paolo Giansiracusa -. Dietro ciascuno dei beni che andremo a restaurare c’è una confraternita, cioè un pezzo di popolo. A Troina – aggiunge – ogni confraternita aveva una chiesa, che non veniva realizzata per volere del Vescovo, ma per volere della stessa comunità, perché lì, i troinesi, volevano essere seppelliti. Ciascun cittadino si autotassava affinché fosse un importante artigiano ad abbellire la chiesa che veniva, successivamente, arredata. Tutto ciò per rendere degno il proprio sepolcro. C’era quindi uno sforzo economico e creativo che non era affidato alle istituzioni ma alle persone». 

È stato il professore Froiio, nel corso della manifestazione, a elencare alcune delle opere che saranno oggetto di restauro, d’intesa con la diocesi di Nicosia e la Soprintendenza dei beni culturali di Enna. Le statue lignee di San Francesco e Sant’Anna custodite nella chiesa dell’Immacolata, il cimitero monumentale, una bifora in stile gotico e il monumento ai caduti (al quale si aggiungerà l’intera riqualificazione della piazza) saranno tra le priorità del nuovo progetto. «Nell’arco dei prossimi cinque anni abbiamo in programma di restaurare almeno 30 opere – annuncia Venezia -. La salvaguardia dei beni ecclesiastici avrà una ricaduta da un punto di vista turistico, economico e formativo. La prossima estate, in collaborazione con l’accademia delle belle arti di Catania, daremo vita a una summer school per formare futuri restauratori. Il nostro investimento sul turismo culturale ha dato risultati significati – sottolinea il primo cittadino -. Dal 2013 ad oggi, con le mostre di Capa e Tiziano, unite a eventi collaterali, Troina ha visto quintuplicare la presenza di turisti. Con questa ulteriore iniziativa vogliamo ritagliarci una nicchia all’interno del quadro turistico siciliano».


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