Vincoli di costruzione pesanti da reggere per i Comuni, ma non soltanto questo ha determinato il ritiro in autotutela da parte della regione Siciliana del Piano paesaggistico della provincia di Palermo. «Il grosso problema che abbiamo in Sicilia, per quanto riguarda la procedura di approvazione dei piani paesaggistici, è il fatto che non abbiamo, da […]
Piano paesaggistico di Palermo, il ritiro riapre il nodo delle regole
Vincoli di costruzione pesanti da reggere per i Comuni, ma non soltanto questo ha determinato il ritiro in autotutela da parte della regione Siciliana del Piano paesaggistico della provincia di Palermo. «Il grosso problema che abbiamo in Sicilia, per quanto riguarda la procedura di approvazione dei piani paesaggistici, è il fatto che non abbiamo, da molti anni, un legge regionale che stabilisca le regole del procedimento» sottolinea a MeridioNews l’avvocato Vittorio Fiasconaro presente al convegno promosso dall’ordine degli Architetti a Palazzo Forio Wirz.
«Noi abbiamo l’obbligo di adottare questa legge per garantire alcuni principi fondamentali come la partecipazione da parte degli Enti Locali e dei soggetti interessati – precisa ancora l’avvocato Fiasconaro -. Nonché una durata certa del procedimento per evitare che le misure di salvaguardia blocchino a tempo i progetti a tempo indeterminato e una commissione che giudica le proposte presentate scevra da conflitti di interesse».
Il dossier dell’ordine degli Architetti di Palermo
Il ritiro del Piano riporta al centro il tema della tutela del paesaggio e della sua integrazione con la pianificazione urbanistica. Si tratta di uno strumento essenziale per governare le trasformazioni del territorio, proteggere il patrimonio naturale e culturale e offrire a Comuni, professionisti e cittadini un quadro di riferimento certo. La sua definizione incide sulla qualità delle scelte urbanistiche, sulla gestione dei beni paesaggistici e sulla possibilità di programmare interventi compatibili con le caratteristiche dei luoghi.
Per questo, secondo l’Ordine, è necessario riaprire il confronto e individuare soluzioni che consentano di superare le criticità emerse, evitando il protrarsi delle incertezze normative e procedurali. «Come ente abbiamo presentato alla Regione un dossier perché riteniamo sia anche nostro compito fare un’analisi del Piano Paesaggistico presentato, con gli delle soluzioni alle problematiche riscontrate – precisa al nostro giornale la presidente dell’ordine degli Architetti di Palermo, Giuseppina Leone -. Anzitutto il processo di formazione di questo Piano è stato molto lungo, quindi chiaramente negli anni il territorio si è modificato e il programma dovrebbe essere adeguato».