Pfizer, incontro tra sindacati e governo regionale Lavoratori: «Vertenza deve essere portata a Roma»

«La politica deve dire no alla perdita dei lavori in Sicilia, senza se e senza ma». L’appello ancora una volta arriva dai lavoratori di Pfizer che questa mattina hanno incontrato i vertici del governo Musumeci. Il confronto è avvenuto nell’ex palazzo dell’Esa, oggi sede distaccata della Regione, e ha visto la presenza dell’assessore al Lavoro Antonio Scavone e dell’assessore alle Attività produttive Mimmo Turano. Presenti anche la prefetta Maria Carmela Librizzi e il sindaco facente funzioni del Comune di Catania Roberto Bonaccorsi, oltre che chiaramente le sigle sindacali. All’ordine del giorno il rischio per 180 lavoratori dello stabilimento di Catania di vedere chiusa l’esperienza lavorativa in una delle aziende che negli ultimi anni ha registrato a livello mondiale – per via della pandemia e dell’impegno di Pfizer nella produzione di uno dei vaccini anti-Covid – tra i fatturati più alti.

«Ritengo positivo l’esito del confronto di questa mattina voluto dal governo Musumeci – ha commentato l’assessore Scavone – perché, raccogliendo la disponibilità delle parti, abbiamo riaperto un percorso per trovare un’intesa. Diamo tempo ulteriore ai sindacati per rappresentare le proposte a tutela dei lavoratori e all’azienda per spiegare con chiarezza la proiezione futura degli investimenti annunciati. Poi si aprirà la procedura all’interno del Centro per l’impiego e contestualmente – ha continuato l’assessore al Lavoro – chiederemo l’avvio del tavolo di crisi al Ministero, perché Pfizer è una grande azienda che ha un suo progetto a livello nazionale e dentro questo contesto deve indicare chiaramente quale futuro prevede per il sito produttivo di Catania».

I sindacati dal canto loro sono tutt’altro che soddisfattie continuano a temere per il futuro di tutto il personale impiegato nello stabilimento etneo. «Pfizer ci ha mandato un comunicato dove ha già tagliato 50 posti di lavoro interinali, parliamo di cinquanta giovani – ha detto Domenico D’Antone, dipendente dell’azienda e referente di Uiltec – Altri 130 verranno licenziati per esubero del personale. Questa vertenza – prosegue – deve diventare nazionale, bisogna portarla a Roma affinché il ministero per lo Sviluppo economico chieda direttamente a Pfizer impegni precisi per il futuro dello stabilimento di Catania».

A non rincuorare i lavoratori non è neanche la promessa di Pfizer di investire 27 milioni a Catania. «Sono somme buone per la manutenzione ordinaria, per uno stabilimento malandato – ha proseguito D’Antone – Gli investimenti devono essere fatti in macchine e prodotti, le cui linee di produzione devono essere portate in Sicilia. L’accanimento dell’azienda nei confronti di questa vertenza è allucinante».


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