Sarà affidato nella giornata di oggi l’incarico al medico legale chiamato a fare chiarezza sulla morte di una bambina di sei anni, disabile psichica, deceduta nella notte tra mercoledì e giovedì scorso all’interno del pronto soccorso Santissimo Salvatore di Paternò. Dalla ricostruzione dei fatti eseguiti dai carabinieri i genitori della piccola, entrambi sui 25 anni, residenti in contrada Gianferrante, hanno trasportato la figlia in gravi condizioni al pronto soccorso, dove successivamente è deceduta per una embolia polmonare dopo un’ora dal suo arrivo nella struttura paternese.
I sanitari del Santissimo Salvatore, osservando lo stato di salute della piccola giunta in condizioni gravissime al nosocomio e lo stato di agitazione dei genitori che poi a tutti i costi volevano portare a casa il corpo, hanno allertato i carabinieri della compagnia di Paternò. I militari, dopo aver ascoltato i medici dell’ospedale, hanno avviato una indagine per capire perché la bambina è giunta in condizioni critiche al pronto soccorso. La madre avrebbe raccontato che tre giorni prima del ricovero, durante il bagnetto, la figlia sarebbe caduta scivolando dentro la vasca da bagno, facendosi male ad una gamba; in quel momento era presente solo la donna. Tuttavia da quel momento le condizioni della piccola sono peggiorate, fino a quando la seienne è stata trasportata in ospedale.
I medici del pronto soccorso hanno riscontrato un eccessivo rigonfiamento della gamba sinistra, diventata nera, presumibilmente per una frattura del femore. La piccola è morta subito dopo trasporto in ospedale; a quel punto i genitori sono andati in escandescenza perché a tutti i costi avrebbero voluto portare a casa il corpo.
Il magistrato di turno ha disposto il trasferimento della salma all’obitorio dell’ospedale Garibaldi di Nesima, dove sarà eseguita l’autopsia. Al vaglio degli inquirenti la posizione dei genitori.
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