Ospedale Civico, storie di ordinaria malasanità  Un solo ecografo tra sala operatoria e Urologia

Storie di ordinaria malasanità. A essere coinvolto il reparto di Urologia dell’ospedale Civico di Palermo. Un racconto che rivela una profonda disorganizzazione e una discreta inadeguatezza del servizio intramoenia, proprio negli stessi giorni in cui, a parole, si fa un gran parlare di intensità di cura, metodi di gestione alternativi e adeguati a una domanda di sanità pubblica che non manca di rivelare profonde contraddizioni. A parlare è un paziente che affida a MeridioNews il suo sfogo dopo una vicenda personale che gli è capitata: «Ho portato un’ecografia che avevo fatto precedentemente, dove mi era stata diagnosticata la presenza di due calcoli al rene destro: uno a stampo sul calice inferiore e un altro di 3 centimetri all’ingresso dell’uretera, per il quale accuso dei disturbi abbastanza fastidiosi – racconta il paziente -. Il medico, guardando l’ecografia, mi dice di vedere solo un calcolo di un centimetro e non di tre. Così mi chiede di seguirlo per un’ecografia di controllo». È a questo punto che arriva la prima sorpresa: «Con grande stupore da parte di tutti l’ecografo non c’è – racconta ancora -. Dopo qualche telefonata si scopre che il macchinario è in sala operatoria per un intervento in corso». 

A questo punto è spontaneo chiedersi: c’è un solo ecografo? La risposta ricevuta dall’utente è desolante: «No, ne abbiamo due ma uno è vecchio e non funziona». Il racconto quindi prosegue: «Comincio a dubitare di essere nel posto giusto per curarmi, ma il bello arriva quando il medico mi dice che si potrebbe fare un tentativo di litotrissia. “Chiaramente non in ospedale – mi dice – qui abbiamo un macchinario vecchio di 40 anni e che oltretutto è guasto”. Vado via e mi dirigo a pagare 102 euro letteralmente rapinati per una visita durata in tutto 10 minuti, con un’ecografia di 10 secondi, d’altronde il macchinario bisognava riportarlo e velocemente in sala operatoria». 

Quindi ricapitolando: un grande ospedale classificato ad alto livello di specializzazione ha un solo ecografo in tutto il reparto di Urologia. I numeri della produttività sono di tutto rispetto, con Urologia nella fattispecie che, nonostante il mancato potenziamento della struttura, gira con risultati più che buoni. Gli ambulatori del servizio e l’intera filosofia di gestione, invece, rimangono sotto scacco in balìa di un’improvvisazione che sorprende rispetto alle premesse di buona volontà annunciate dalla direzione dell’Azienda. Gli esempi virtuosi s’inseriscono nelle caselle delle professionalità dei reparti e dei professionisti. Pare non vengano fuori da una dinamica di gestione esito di programmazione e risultati. La lunga stagione degli spot della sanità palermitana, pare ancora lontana dal concludersi.

Giuseppe Bianca

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