La replica di Artioli ad Addio pizzo

“Non posso nascondere amarezza e stupore per le valutazioni di AddioPizzo, nonché per una ricostruzione dei fatti che mostra una grave incongruenza, alla base di tutta la nota diffusa oggi dall’Associazione”.

Lo dichiara Ettore Artioli, Presidente dell’Azienda AMAT, commentando la nota con cui il Comitato AddioPizzo ha espresso una critica alla scelta di Leoluca Orlando di nominarlo alla Presidenza dell’Azienda.

“La vicenda dei rapporti commerciali tra aziende guidate da me e la società edile Aedilia Venusta è stata oggetto di dettagliate informazioni che ho rilasciato alla Procura della Repubblica, come persona informata dei fatti, nell’ambito di un’inchiesta giudiziaria i cui contenuti vanno doverosamente affidati al percorso giudiziario e che per ovvii motivi non posso e non intendo divulgare.”

“Ho offerto ogni più ampia e dettagliata collaborazione ai magistrati, per contribuire alle indagini su quell’azienda e sulle persone che operavano in essa, contribuendo a far luce su diverse vicende”.

“Credo utile sottolineare che già quando trapelarono le prime indiscrezioni sulla Aedilia Venusta, le società da me gestite procedettero alla rescissione di ogni contratto, con un danno, per le mie società, di circa un milione di euro; allo stesso tempo le dimissioni da Associazioni di cui ricoprivo incarichi di vertice furono un atto di lealtà e rispetto verso quelle Associazioni che non volevo fossero interessate da sterili polemiche”.

“Devo per altro ricordare che la risoluzione dei contratti da parte nostra avvenne quando sulla Aedilia Venosta vi erano soltanto delle ombre che contrastavano con le certificazioni di cui la stessa era regolarmente in possesso e con gli accrediti istituzionali di cui la stessa società godeva”.

“Mi si conceda ora una domanda rivolta ad AddioPizzo: davvero si vuole far credere che mi sarebbe stata negata l’iscrizione all’Associazione per presunti contatti con ambienti dubbi e poi si sarebbe ammesso in associazione un imprenditore da me presentato?”.

“Sarebbe davvero paradossale che non si fosse ammesso Artioli perché ritenuto non affidabile, mentre si riteneva affidabile qualcuno presentato dallo stesso Artioli”.

Sul caso interviene anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando:

“La scelta di Ettore Artioli, così come quella di tutti i Presidenti delle Aziende partecipate, si è basata su un criterio molto semplice: la provata competenza ed esperienza, supportate, proprio nel caso di Ettore Artioli, dalla passata esperienza come amministratore dell’AMIA che ha vissuto sotto la sua direzione una stagione di efficienza e produttività come mai nella sua storia. A tutti i candidati è stato inoltre richiesto di fornire le certificazioni di legge che sono risultate del tutto regolari. Sui presunti legami dello stesso Artioli con soggetti indagati e/o condannati, siamo certi che lo stesso Presidente Artioli potrà e vorrà fornire alla stampa e ai cittadini ogni chiarimento”.

Redazione

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