La questione siciliana all’Onu

Una denuncia all’Onu contro la Repubblica italiana “per violazione della propria Costituzione, dello stato di diritto e dei diritti delle minoranze in relazione alla ‘Questione Siciliana“. Non si arresta la marcia di tutti quei siciliani che non sono più disposti ad accettare passivamente ‘il sequestro di Stato’ dello Statuto autonomistico siciliano. Che è parte integrante della Costituzione italiana, ma che da 60 anni a questa parte, viene sistematicamente ignorato se non vilipeso, soprattutto quando si tratta di risorse economiche che Roma trattiene illegittimamente (vedi il caso dell’articolo 37, ad esempio). Una vicenda storica mai risolta che da sempre agita il dna di tanti siciliani doc. Come un fuoco che arde sotto la cenere. E, anche grazie alla rete, sono sempre di più i cittadini siciliani stanno prendendo coscienza della propria storia. Tant’è che impazzano sui social network i movimenti che si battono per l’applicazione dello Statuto contro uno Stato di stampo colonialista. Da qui la denuncia all’Onu promossa dal Comitato La Sicilia e i Siciliani per lo Statuto, cui hanno subito aderito altre organizzazioni: dal Movimento per l’indipendenza della Sicilia, all’Altra Sicilia, Alleanza Siciliana, Partito autonomistico siciliano (Pas) ecc… Ma l’appello a sottoscrivere il dossier è rivolto a tutti:

“Il Comitato La Sicilia e i Siciliani per lo Statuto promuove il “Dossier di denuncia all’ONU della questione Siciliana” ed invita i cittadini, le associazioni ed organizzazioni civiche, culturali e politiche presenti in Sicilia di associarsi all’iniziativa nello spirito del reciproco interesse” si legge sulla pagina Facebook del Comitato. “Sollecitati dal nostro fratello Frank Leone che vive negli Stati Uniti, abbiamo preparato, con il contributo determinante del prof. Massimo Costa, un dossier sulla “Questione Siciliana” – che oggi significa mancata attuazione dello Statuto di Autonomia – da consegnare all’ONU tramite lo stesso Frank Leone che sarà il nostro messaggero. La finalità è quella di denunziare all’Organizzazione delle Nazioni Unite la situazione di illegalità costituzionale in cui versa la Sicilia”.

Il dossier è interessantissimo, perché in maniera sintetica ripercorre tutte le tappe che hanno portato all’approvazione dello Statuto, tutte le norme disattese dallo Stato italiano e tutte le ripercussioni che questo atteggiamento ha avuto sulla storia economica e politica della Sicilia. Qui è possibile leggerlo per intero.

 

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Una denuncia all'onu contro la repubblica italiana "per violazione della propria costituzione, dello stato di diritto e dei diritti delle minoranze in relazione alla ‘questione siciliana". Non si arresta la marcia di tutti quei siciliani che non sono più disposti ad accettare passivamente 'il sequestro di stato' dello statuto autonomistico siciliano. Che è parte integrante della costituzione italiana, ma che da 60 anni a questa parte, viene sistematicamente ignorato se non vilipeso, soprattutto quando si tratta di risorse economiche che roma trattiene illegittimamente (vedi il caso dell'articolo 37, ad esempio). Una vicenda storica mai risolta che da sempre agita il dna di tanti siciliani doc. Come un fuoco che arde sotto la cenere. E, anche grazie alla rete, sono sempre di più i cittadini siciliani stanno prendendo coscienza della propria storia. Tant'è che impazzano sui social network i movimenti che si battono per l'applicazione dello statuto contro uno stato di stampo colonialista. Da qui la denuncia all'onu promossa dal comitato la sicilia e i siciliani per lo statuto, cui hanno subito aderito altre organizzazioni: dal movimento per l'indipendenza della sicilia, all'altra sicilia, alleanza siciliana, partito autonomistico siciliano (pas) ecc. . . Ma l'appello a sottoscrivere il dossier è rivolto a tutti:

Una denuncia all'onu contro la repubblica italiana "per violazione della propria costituzione, dello stato di diritto e dei diritti delle minoranze in relazione alla ‘questione siciliana". Non si arresta la marcia di tutti quei siciliani che non sono più disposti ad accettare passivamente 'il sequestro di stato' dello statuto autonomistico siciliano. Che è parte integrante della costituzione italiana, ma che da 60 anni a questa parte, viene sistematicamente ignorato se non vilipeso, soprattutto quando si tratta di risorse economiche che roma trattiene illegittimamente (vedi il caso dell'articolo 37, ad esempio). Una vicenda storica mai risolta che da sempre agita il dna di tanti siciliani doc. Come un fuoco che arde sotto la cenere. E, anche grazie alla rete, sono sempre di più i cittadini siciliani stanno prendendo coscienza della propria storia. Tant'è che impazzano sui social network i movimenti che si battono per l'applicazione dello statuto contro uno stato di stampo colonialista. Da qui la denuncia all'onu promossa dal comitato la sicilia e i siciliani per lo statuto, cui hanno subito aderito altre organizzazioni: dal movimento per l'indipendenza della sicilia, all'altra sicilia, alleanza siciliana, partito autonomistico siciliano (pas) ecc. . . Ma l'appello a sottoscrivere il dossier è rivolto a tutti:

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