Istituti socio assistenziali, c’è l’accordo Resta l’incertezza per i fondi fino a dicembre

Sembra aver trovato una soluzione la vertenza che per due mesi ha visto gli istituti socio assistenziali etnei, strutture finanziate dal Comune che forniscono servizi alle famiglie in difficoltà economiche, contrapposti all’amministrazione guidata dal sindaco Enzo Bianco. Sul tavolo l’annoso problema dei fondi destinati a lezioni e attività collaterali. Per gli enti si tratta di una vittoria a metà, con i soldi anticipati finora che non troveranno rimborso e il numero degli studenti ridotto a 630, a fronte dei 760 assistiti fino a pochi mesi fa. Ma si tratta comunque di una soluzione che prevede l’impegno a trovare un finanziamento per l’attività fino al 31 dicembre e la certezza dei fondi – un milione 60mila euro – fino alla conclusione dell’anno scolastico. L’amministrazione, dunque, deve trovare la copertura necessaria per gli ultimi due mesi del 2013, circa 120mila euro. L’annuncio è stato dato stamattina, durante un incontro nella sala giunta di palazzo degli Elefanti. «Questo accordo è una boccata d’ossigeno – spiega Salvatore Caruso, presidente dell’Unione nazionale istituzioni e iniziative di assistenza sociale – Personalmente mi ritengo soddisfatto, perché la prospettiva che avevamo un mese fa era peggiore. È vero – ammette Caruso – abbiamo vissuto due mesi di disagio, ma oggi siamo riusciti a partire con un numero di assistiti che riteniamo congruo e che, con le risorse aggiuntive che il Comune si sta impegnando a trovare, contiamo di aumentare».

Gli assessori ai Servizi sociali Fiorentino Trojano e al Bilancio Giuseppe Girlando hanno avanzato diverse proposte nelle settimane di incertezza, tutte avevano in comune l’impossibilità di coprire l’intero anno scolastico e quindi ridurre a 350 gli alunni ai quali fornire il servizio. Un pericolo forse scongiurato e del quale dalla prossima settimana dovrà occuparsi un tavolo tecnico che avrà il compito di riorganizzare il comparto e garantire stabilità. «In termini di prospettiva futura mi ritengo soddisfatto», afferma Salvatore Caruso. «L’impegno del tavolo tecnico è quello di andare a rivedere il sistema, in modo che ci sia una pianificazione triennale, e dare continuità per tutti i 365 giorni dell’anno». Uno dei risultati da raggiungere è evitare la pausa nei finanziamenti durante il periodo estivo che ha provocato anche confusioni e la sospensione di un servizio che non dovrebbe andare in ferie. «I ragazzi non vengono in istituto per andare a scuola, ma perché ci sono disagio sociale e povertà economica», prosegue il presidente dell’Uneba. «Nel tempo, purtroppo, c’è stata una lettura distorta da parte delle amministrazioni che si sono succedute negli ultimi dieci anni nel limitare l’intervento solo nel periodo scolastico. Ma non è così».

Oltre al servizio nei confronti dei piccoli alunni degli istituti, a tenere banco sono state anche le preoccupazioni dei lavoratori del settore. «Nella maggior parte degli istituti c’è l’impegno a mantenere gli attuali livelli occupazionali – spiega Caruso – Abbiamo qualche difficoltà, ancora da verificare, in quelli modellati su livelli prestazionali più alti. Ma c’è l’impegno dell’amministrazione a utilizzare sin da subito i cosiddetti voucher, i fondi di settore, perché possa essere data risposta anche a queste esigenze specifiche». Mantengono la guardia alta i sindacati i quali sottolineano come l’accordo raggiunto sia solo un punto di partenza: «Con questo sacrificio – afferma Rosario Rotolo, membro della Cisl – i ragazzi andranno a scuola, ma i lavoratori soffriranno».


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