Idea di due giovani: piantare 10 ettari di bosco Fondi e volontari per far rivivere terre bruciate

«Viviamo nel territorio di Carlentini, sulla costa orientale della Sicilia, in un’area che alterna grande bellezza paesaggistica ad un forte degrado legato all’abusivismo edilizio, ai cumuli di rifiuti, ai continui incendi». A parlare sono Justyna e Andrea, due imprenditori agricoli che hanno un sogno in comune: «Vedere il territorio risorgere sotto forma di un bosco profumato». 

Andrea Valenziani, originario di Lentini, ha 36 anni, da dieci – dopo il periodo degli studi – cura i terreni dell’omonima azienda agricola di famiglia di contrada San Lio, nella zona di Carlentini nord, oltre ad essere socio e promotore della rete InCampagna. Justyna Podiaska è la sua compagna, vive in Sicilia da sette anni: «Lei ha il pallino dei boschi – racconta a MeridioNews il giovane – perché è cresciuta in Polonia in mezzo agli alberi e non si capacita del fatto che la nostra regione ne sia praticamente priva, soprattutto nei centri abitati, per questo ha deciso di acquisire alcuni terreni per rimboscarli». 

Si tratta degli appezzamenti che appartengono a un loro familiare, limitrofi all’azienda fratelli Valenziani. In origine era un mandorleto che si estendeva per decine di ettari, oggi è stato frazionato tra più proprietari e di mandorli ne resistono pochi: intere distese incolte, infatti, sono ogni anno soggette ad incendi coi quali Andrea e Justyna devono fare i conti, ma grazie ai loro sforzi e al lavoro dei vigili del fuoco, i roghi sono stati contenuti e stanno cominciando a spuntare i primi segni della macchia mediterranea spontanea. Un rimboschimento un po’ povero, che i due vogliono arricchire con piante, alberi e cespugli. 

«Abbiamo promosso una raccolta fondi finalizzata a creare il primo ettaro di bosco – spiega l’imprenditore –, che richiede l’acquisto di 250 waterboxx, ovvero una vasca in plastica a forma di ciambella in grado di accumulare sia l’acqua piovana che la condensa notturna per far sopravvivere le piante all’aridità nei primi anni di vita. Gli altri costi da sostenere saranno quelli delle piante, 1.20 euro ciascuna che preleveremo direttamente dai vivai della forestale di Sortino e 3.80 euro per ospitare i volontari che verranno ad aiutarci a piantarle durante l’inverno. Speriamo di realizzare dieci ettari di bosco in dieci anni. Il vantaggio di questo primo progetto – sottolinea Andrea – è che i waterboxx, che ci verranno a costare 15 euro per uno, potremo riutilizzarli anche per gli ettari che seguiranno, risparmiando così sulla spesa principale».

Per l’acquisto dell’occorrente è stato aperto un canale di crowdfunding online, l’iniziativa punta alla salvaguardia dell’ambiente, sia da un punto di vista estetico sia da quello della sicurezza. «Un terreno vivo, ricco di flora e fauna è più bello, e questo credo che sia un valore importante sia per chi ci vive sia per chi lo frequenta – ammette il 36enne –. Gli alberi evitano il dilavamento della superficie del terreno, l’anticamera dell’erosione che porta alle frane e con le piogge intense determina un afflusso di acqua improvviso verso i fiumi causando le esondazioni che sperimentiamo quasi ogni anno. Piantando gli alberi si evita tutto questo e si favorisce la penetrazione dell’acqua nel sottosuolo, allo stesso tempo si arricchiscono le falde acquifere che dalle nostre parti stiamo sfruttando in maniera sconsiderata», accusa Valenziani.

Querce, salici piangenti, frassini, gelsomini e tante altre specie riportate negli elenchi della Forestale, compreso l’alloro che fungerà da cespuglio frangivento, formeranno il bosco San Lio che permetterà «lo sviluppo della fauna, perché dove c’è uno spazio selvatico preservato proliferano animali, dagli uccelli ai piccoli mammiferi, anch’essi patrimonio indispensabile della nostra biodiversità da tutelare», conclude il giovane. 


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