Il Palermo si è svegliato, ma ormai è tardi La vittoria col Genoa vale solo per l’onore

Remake di un film già visto. Abbiamo usato questa espressione più di una volta in questo campionato per ribadire la ripetitività di certi errori e le debolezze di un Palermo che fino a qualche settimana fa conosceva solo la sconfitta come risultato. Adesso, nonostante la retrocessione matematica, è cambiato il vento e il ‘remake di un film già visto’ può essere riferito anche ad una vittoria. Il successo contro il Genoa presenta, infatti, molte analogie con quello ottenuto il 30 aprile, sempre al Barbera, contro la Fiorentina. Due affermazioni impreziosite dall’inviolabilità della porta (e ieri è salito a tre il numero di gare interne di fila senza subire gol contando anche il pari con il Bologna) e ottenute contro due squadre in corsa per un obiettivo: la qualificazione in Europa League nel caso dei gigliati, la salvezza nel caso dei liguri. Ma il punto di contatto più evidente tra le due partite è il grande rammarico prodotto dalle due affermazioni. È doveroso porsi nuovamente la domanda scaturita dal successo contro la Fiorentina: ‘Dove sarebbe adesso il Palermo se avesse giocato sempre in questo modo?’ Magari sarebbero retrocessi lo stesso ma, certamente, i rosanero sarebbero rimasti a galla fino all’ultimo e avrebbero dato del filo da torcere (come successo ieri) alle dirette concorrenti.

Al di là dei rimpianti, in ogni caso, resta la consapevolezza che la cura Bortoluzzi ha iniziato a funzionare (sul fronte rosanero, una serie di tre risultati utili consecutivi non si era mai verificata finora in questo campionato) e che il Palermo è una squadra viva. Concede molto meno all’avversario e ha trovato un equilibrio, soprattutto in fase difensiva, che prima obiettivamente non aveva. L’aspetto psicologico, poi, sta svolgendo un ruolo importante: contro la Fiorentina e ieri nel match con il Grifone la squadra si è espressa con una certa disinvoltura anche perché ha giocato con la mente sgombra rispetto ad un avversario condizionato mentalmente dalla pressione del risultato a tutti i costi. Non avendo più nulla da perdere, i rosa si sono liberati da alcune «catene» e in queste ultime partite sono scesi in campo con maggiore serenità. E anche i singoli ne hanno tratto dei benefici. Sia i senatori come Diamanti o Rispoli (il capitano, match-winner dell’incontro di ieri, con 6 gol ha consolidato il secondo posto nella classifica marcatori stagionale rosanero e nel secondo tempo ha propiziato due occasioni nitide non sfruttate clamorosamente da Nestorovski e Sallai) sia i giovani. La sfida contro il Genoa dei tanti ex rosanero, a proposito di giovani, resterà scolpita per sempre nella memoria di Ruggiero, il primo giocatore nato nel nuovo millennio ad esordire (peraltro da titolare) con la maglia del Palermo in partite ufficiali. Il centrocampista classe 2000 merita un voto positivo: il Gattuso formato baby non si è mai risparmiato e ha gestito con grande naturalezza l’impatto con una realtà alla quale non era abituato.

Tornando al punto di partenza, le similitudini tra le gare contro Fiorentina e Genoa non riguardano solo l’atteggiamento dei padroni di casa ma anche la pochezza dell’avversario di turno. I viola, che al Barbera si sono distinti per apatia e superficialità, sono stati «imitati» da un Genoa troppo brutto per essere vero. Una squadra che deve salvarsi non può giocare come hanno fatto ieri gli uomini di Juric. Disattenzioni difensive, scollegamento tra i reparti e mancanza di intensità per tutti i 90 minuti sono alcune delle sequenze del film horror girato al Barbera e introdotto al 13’ del primo tempo dalla «papera» del portiere Lamanna in occasione del colpo di testa vincente di Rispoli. I liguri, in stato confusionale, hanno dato l’impressione di non essere una squadra. Se si ottengono nel girone di ritorno solo 10 punti significa che ci sono dei problemi, soprattutto sul piano psicologico. E non è difficile individuare l’inizio della parabola discendente. La gara spartiacque, in senso negativo, è stata quella contro il Palermo persa all’andata a Marassi lo scorso 18 dicembre con un rocambolesco 4-3. Un ko che ha lasciato il segno e da cui il Grifone non si è più ripreso.


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