Il Consiglio d’Europa all’Italia: “Da voi c’è la tratta dei nuovi schiavi”

IL RAPPORTO GRETA – NON MOLTO ‘GETTONATO’ NEL NOSTRO PAESE – FA GIUSTIZIA DI TUTTA LA RETORICA ITALICA SULLA BONTA’ DELL’OPERAZIONE MARE NOSTRUM

Negli ultimi giorni la Marina militare ha tratto in salvo quasi seicento immigrati in tre operazioni di soccorso a imbarcazioni provenienti dalle coste del nord Africa in navigazione nello Stretto di Sicilia. Ferri vecchi provenienti quasi sempre dalla Libia e sempre diretti in Sicilia. I giornali hanno subito riempito le prime pagine di titoli che lodavano l’operato dell’Italia per il salvataggio degli immigrati, tra cui alcune donne incinta.

Nessuno ha dedicato la stessa attenzione alla severa tirata d’orecchi che, nelle stesse ore, il Consiglio d’Europa dava ai politici italiani proprio a proposito del modo di gestire gli immigrati clandestini.

Prima Berlusconi, con le sue missioni in Libia e con il baciamani di Gheddafi che finì sulle prime pagine di tutti i giornali. Poi Monti, il ‘Professore’ del Governo tecnico che propose di risolvere il problema con una sorta di sanatoria per il reato di immigrazione clandestina e molte misure a favore degli immigrati clandestini. Quindi Letta che, vedendo che gli sbarchi di immigrati continuavano a crescere, nel 2013, dichiara: “Il controllo delle frontiere e della immigrazione clandestina per noi è una priorità”, ma niente è cambiato.

Infine, Renzi che, con l’aiuto del suo ministro Alfano, ha promesso di risolvere il problema, senza però riuscirci, anzi vedendo peggiorare la situazione (dato che tutti gli immigrati clandestini che sbarcano nel Bel Paese vengono bloccati alle frontiere dagli altri Paesi UE e restano in Italia).

Ogni estate le prime pagine dei giornali vengono riempite di notizie di nuovi sbarchi di immigrati clandestini che vanno ad affollare i centri di prima accoglienza situati su alcuni dei lidi più belli d’Italia. Si parla delle vite umane salvate grazie all’operazione Mare Nostrum. Si fanno promesse sul prosieguo di queste misure grazie ad accordi con l’UE che vengono poi prontamente smentiti (secondo Alfano, Mare Nostrum avrebbe dovuto continuare con l’operazione Frontex, salvo ad essere smentito da Bruxelles che ha fatto sapere di aver drasticamente ridotto i fondi destinati a questa misura).

La verità è che, come al solito, i politici e i governi non riescono a gestire la cosa comune. Nessuno degli ultimi esemplari di HOMO POLITICUS è riuscito neanche lontanamente a risolvere il problema dello sbarco di immigrati clandestini. E chi ancora avesse qualche dubbio in proposito non deve far altro che leggere i risultati del Primo Rapporto del Greta, organo del Consiglio d’Europa, che ha bocciato il modo con il quale il nostro paese ha gestito e gestisce la questione immigrazione.

Le politiche degli ultimi governi sono state accusate apertamente di indifferenza verso i nuovi schiavi. Secondo il Rapporto Greta, l’Italia avrebbe, di fatto, tollerato la tratta di esseri umani. La nostra nazione è stata accusata di aver “ricevuto” (e per di più male) 29mila vittime di schiavitù dal 1999 ad oggi (senza contare i morti).

Il rapporto del Greta non usa mezzi termini quando afferma che responsabili di questa situazione sono le autorità italiane, incompetenti ed inefficaci. A cominciare dal punto di vista delle leggi promulgate che, per come sono formulate, non hanno permesso di mettere dietro le sbarre i mercanti di schiavi. Lo dimostra il fatto che, tra il 2009 e il 2012, sono stati migliaia i mercanti di schiavi arrestati e processati, ma solo pochi sono finiti dietro le sbarre (14 persone nel 2010 e 9 nel 2011).

Che fine hanno fatto le decine e decine di missioni e di progetti (costati milioni di Euro ai contribuenti italiani) per la cooperazione internazionale? Secondo il Rapporto Greta, non sarebbero servite a molto dato che, ancora oggi, e nonostante le somme stanziate, esisterebbero gravi problemi nel settore della cooperazione giudiziaria con i Paesi al di fuori dell’Unione Europea, proprio quelli da dove vengono tanto la maggior parte delle vittime della tratta quanto i loro sfruttatori.

Il Rapporto del Greta dice chiaramente che, al di là di tante belle parole, chi ha governato l’Italia non è stato capace di adottare un piano d’azione efficace sulla tratta di esseri umani e di dotarsi di molti degli strumenti di cui, invece, si sono valsi altri Stati frontalieri europei.

Sorge spontanea una domanda: a cosa sono servite le missioni di Berlusconi, di Monti, di Letta e del “nuovo che avanza” (che pure, nell’ultimo incontro del G7, ha promesso maggiore rigore proprio per limitare l’immigrazione clandestina)? Viene il sospetto che, forse, queste missioni non servivano a trovare soluzioni al problema dell’immigrazione (che, infatti, non è stato neanche lontanamente risolto). Le discussioni forse vertevano su altri temi (come quelli delle grandi aziende nazionali e dei loro interessi in Africa).

Nota a margine
Il Rapporto Greta tocca un tema centrale che il nostro Mauceri fa bene a sottolineare: non c’è cooperazione giudiziaria tra i Paesi dove operano i ‘mercanti’ di immigrati e gli stessi immigrati.

Il tema si lega agli interessi di certe grandi aziende in Africa, ma anche al grande affare che, in Italia, è stato costruito con l’arrivo degli immigrati. Con riferimento ai centri di accoglienza in generale e ai centri di accoglienza per minori non accompagnati in particolare. Un grande affare – che vede in prima fila il cosiddetto ‘Terzo settore’ – costruito sulla spesa pubblica, cioè sulle tasse degli ignari italiani.

Di questo grande affare l’operazione Mare nostrum e i ‘mercanti’ di carne umana sono due strumenti. Dunque, non c’è da restare stupiti se, come si legge nel Rapporto Greta, tra il 2009 e il 2012 sono stati migliaia i mercanti di schiavi arrestati e processati, ma solo pochi sono finiti dietro le sbarre (14 persone nel 2010 e 9 nel 2011).

Gli affari sono affari.

 

 

 

 


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