Formazione, io ti assumo e tu mi voti…

E’ partita la fase finale della campagna elettorale e gli operatori della formazione professionale tremano. In arrivo un vero e proprio tsunami. Un terremoto viene annunciato da più parti: alcuni Partiti procederanno senza pietà a nuove e massicce assunzioni. Cosa resa possibile dalla “epocale riforma” che ha spostato sul Fondo sociale europeo la spesa e le procedure gestionali.

In due parole, operatività fuori dalle norme regionali che impongono la continuità lavorativa del personale dipendente degli Enti formativi (art.2 legge regionale 1° settembre 1993, n.25). Ed hanno ragione da vendere i lavoratori, parte debole del sistema. I più vecchi in servizio ricordano bene che il maggior numero di assunzioni nel settore ha coinciso sempre con le elezioni regionali in Sicilia.

Basti analizzare le assunzioni effettuate nel 1986 o, più recentemente, nel 2006 e nel 2008. Un’infornata, quest’ultima, da oltre 3.000 nuovi occupati. Ecco perché tremano. Il settore si presenta alla competizione elettorale, contemporaneamente, nel peggiore o nel migliore dei modi possibili. Dipende dal punto di vista. Vediamo il perché.

E’ fuor di dubbio che per i lavoratori si sta consumando la beffa oltre al danno. Proprio così. L’Avviso 20/2011 stenta a partire, le retribuzioni sono ingessate. I soldi incassati dagli operatori della formazione professionale sono quelli ottenuti dalla Cassa integrazione ordinaria in deroga. Il che significa metà dello stipendio in busta paga. Un vero affare.

Ma non tutti sono stati fortunati. Infatti circa 1000 lavoratori sono stati posti in mobilità e rischiano seriamente il licenziamento. Una parola mal digerita dai conoscitori del sistema legislativo siciliano che disciplina il settore della formazione professionale. Per taluni Enti formativi comincia la vera festa. In diversi si sfregano le mani. Ma la pacchia non sarà per tutti, però.

Il ritardo accumulato nell’anticipazione del 25% del finanziamento previsto dall’Avviso 20/2011 ha messo in agitazione tantissimi Enti. Enti che, ricordiamo, sono divenuti, nel frattempo, società di capitali, potendo operare con l’interfaccia delle norme comunitarie e non dovendosi più rapportarsi alle regole poste dalla legge regionale n.24 del 6 marzo 1976 e successive modifiche ed integrazioni.

Il ritardo, dicevamo, mette alle strette tutti quegli Enti che troveranno difficoltà nello stipulare con il sistema degli istituti bancari prestiti per garantirsi il pagamento degli oneri relativi al personale dipendente. Cioè garantirsi un Durc in regola. Sì, il Documento unico di regolarità contributiva che costituisce il lascia passare per il finanziamento.

Recentemente una Commissione d’indagine sulla formazione professionale dell’Assemblea regionale siciliana (Ars) avrebbe dovuto fare luce sulle male fatte degli anni scorsi. Un lavoro di mesi e mesi che si è chiuso con un dossier fatto di dati statistici e poco altro. Un modo per lasciare il mondo della formazione così com’è. L’intento di tanti parlamentari era proprio quello di partecipare al taglio della torta.

Adesso il sistema soffre maledettamente un immobilismo pericoloso. Uno stallo fatto di lentezza procedurale, di sforamento del patto di stabilità, dei licenziamenti in vista, di allievi che non fanno gli allievi e di un sistema economico (l’indotto) fermo a causa di scelte innovative che hanno prodotto effetti devastanti. A che pro tutto questo?

Lo verificheremo durante il mese di ottobre e sicuramente alla fine dello spoglio delle schede elettorali. Intanto prosegue il digiuno dei lavoratori incapaci di reagire e posti all’angolo allo stremo delle forze. Una certezza ha consegnato questo caos nel sistema formativo, una miriade di ricorsi. Un contenzioso che aumenta giorno dopo giorno.

Peraltro, l’esclusione di molti Enti storici con relativo licenziamento del personale è finito sui tavoli di diverse Procure della Repubblica e della Direzione investigativa antimafia (Dia). Ad interessare le autorità citate pare siano stati vari operatori della formazione professionale che hanno presentato diversi esposti, contestando i criteri adottati nella assegnazione dei finanziamenti a valere sull’Avviso 20/2011. Anche su questa vicenda seguiremo con attenzione  gli eventuali risvolti.

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