In Italia i reati ambientali diminuiscono del 12 per cento, ma il business delle ecomafie raggiunge il record di 11,5 miliardi di euro. La Sicilia è tra le regioni con il maggior numero di illeciti penali. È quanto emerge dal rapporto Ecomafia 2026 di Legambiente. Nel 2025 in Italia sono stati registrati 35.735 reati ambientali, […]
Ecomafia, Sicilia tra le regioni con più reati ambientali. A Palermo più 59,6 per cento
In Italia i reati ambientali diminuiscono del 12 per cento, ma il business delle ecomafie raggiunge il record di 11,5 miliardi di euro. La Sicilia è tra le regioni con il maggior numero di illeciti penali. È quanto emerge dal rapporto Ecomafia 2026 di Legambiente. Nel 2025 in Italia sono stati registrati 35.735 reati ambientali, circa 98 al giorno e quattro ogni ora. Il dato segna una flessione del 12 per cento rispetto all’anno precedente, ma il calo non si traduce in un ridimensionamento complessivo delle attività illegali legate all’ambiente.
Aumentano infatti gli illeciti amministrativi, che raggiungono quota 77.895, con una crescita dell’11,4 per cento. E soprattutto cresce il giro d’affari delle ecomafie, arrivato alla cifra record di 11,5 miliardi di euro, 2,2 miliardi in più rispetto al 2024.
Il ciclo illegale dei rifiuti torna al primo posto
A guidare la classifica dei reati è nuovamente il ciclo illegale dei rifiuti, con 10.914 contestazioni, quasi 30 al giorno. Il settore supera quello del cemento, che registra 8.034 illeciti, in diminuzione del 41 per cento. Tra gli elementi di maggiore preoccupazione segnalati da Legambiente c’è l’aumento degli incendi negli impianti di gestione dei rifiuti, cresciuti del 24,7 per cento. In aumento anche i roghi boschivi, con un incremento del 10,7 per cento e oltre 90mila ettari bruciati.
Sicilia tra le regioni più colpite, Palermo seconda provincia per crescita
Sul piano territoriale, il Mezzogiorno concentra il 44,3 per cento delle illegalità ambientali di natura penale. In testa alla distribuzione regionale figurano Campania, Sicilia, Puglia e Calabria. Tra le province, Napoli si conferma al primo posto per numero di reati ambientali, con un aumento dell’8,6 per cento. Subito dopo si colloca Salerno, mentre Palermo registra un incremento del 59,6 per cento, uno dei dati più rilevanti evidenziati dal rapporto.
Il quadro nazionale comprende anche la presenza di 393 clan censiti da Legambiente come attivi nel settore delle ecomafie dal 1995 a oggi. Tra maggio 2025 e aprile 2026 sono state inoltre registrate 75 inchieste su fenomeni di corruzione con impatto ambientale.
Le dieci proposte di Legambiente al Governo
Di fronte ai dati, l’associazione ambientalista rivolge al Governo un pacchetto di dieci proposte per rafforzare gli strumenti di contrasto alle illegalità. Tra le richieste principali figurano il recepimento integrale della direttiva europea sulla tutela penale dell’ambiente e l’adozione di un Piano nazionale contro l’abusivismo edilizio.