Bandiere divelte, aste spezzate e abbandonate sui marciapiedi. È quanto accaduto alle sedi delle associazioni Open Catania e Arci Catania, rispettivamente in via Torre del Vescovo e in via Antico Corso. A denunciare il raid vandalico sono state le stesse realtà del terzo settore, che lo collegano a una serie di episodi analoghi avvenuti negli […]
Catania, raid contro Open e Arci: divelte le bandiere delle associazioni
Bandiere divelte, aste spezzate e abbandonate sui marciapiedi. È quanto accaduto alle sedi delle associazioni Open Catania e Arci Catania, rispettivamente in via Torre del Vescovo e in via Antico Corso. A denunciare il raid vandalico sono state le stesse realtà del terzo settore, che lo collegano a una serie di episodi analoghi avvenuti negli ultimi giorni nello stesso quartiere, dove nei pressi del Bastione degli Infetti erano comparsi anche simboli nazisti.
Secondo i rappresentanti delle associazioni, non si tratterebbe di fatti isolati, ma di «una mirata azione intimidatoria» contro realtà impegnate nell’antifascismo sociale, nella difesa dei diritti della comunità Lgbtqia+ e nell’organizzazione del Catania Pride.
«Non ci intimoriscono»
Open ricorda anche un precedente risalente allo scorso anno, quando nella piazza attigua era stata divelta la targa commemorativa dedicata a Raffaella Carrà. «Atti di questo genere non ci intimoriscono, proseguiremo le nostre attività con ancora maggiore determinazione», dichiara il presidente di Open, Alessandro Motta. Sulla stessa linea la presidente di Arci Catania, Nancy D’Arrigo: «Togliere le bandiere non cancella il nostro impegno nel quartiere. Chi crede di fermarci non ha capito che siamo un presidio di diritti e antimafia sociale; andremo avanti a testa alta insieme alla comunità».