Carte alla mano, vi raccontiamo come Rosario Crocetta e Nelli Scilabra hanno affossato gli enti cattolici dell’Obbligo formativo

RACCAPRICCIANTE RACCONTO DI COME L’ESECUTIVO REGIONALE ABBIA TENUTO A ‘BAGNOMARIA’ UN INTERO SETTORE LASCIANDO ALL’ASCIUTTO ENTI FORMATIVI E LAVORATORI. CON IL RISCHIO DI GETTARE IN MEZZO ALLA STRADA MINORI A RISCHIO

Elevare il tetto di spesa per garantire il pagamento di 32,4 milioni di euro in favore degli enti formativi che hanno operato nella filiera dell’ Obbligo formativo (IeFP ex Oif). È quanto aveva chiesto l’ex dirigente generale del dipartimento formazione professionale, Anna Orsa Corsello, oltre tre mesi fa al Governo regionale con atto formale.

Quello che vi raccontiamo è una storia dove emergono le responsabilità della politica: del Governo regionale del presidente Rosario Crocetta e dell’assessore alla Formazione professionale, Nelli Scilabra.

Per tutta l’estate i lavoratori e gli enti formativi sono stati costretti a subire la tiritera che la Regione siciliana aveva sforato il Patto di stabilità e che non si poteva procedere al pagamento delle retribuzioni ai lavoratori del settore.

Responsabilità addossate alla dottoressa Corsello, vittima sacrificale sull’altare della politica. È davvero dell’ex dirigente generale la responsabilità? Facciamo parlare i fatti suffragati da atti.

Vi dimostriamo come, invece, la dottoressa Corsello l’allarme l’aveva lanciato ed aveva anche scritto al presidente Crocetta e all’assessore Scilabra per elevare il tetto di spesa e sbloccare i pagamenti nel settore dell’Obbligo formativo destinato ai minori a rischio dispersione scolastica.

Con nota n.62464 del 31 luglio 2014, l’ex dirigente generale del dipartimento Formazione professionale ha scritto al dipartimento Bilancio e Tesoro, al servizio Monitoraggio e Controllo della spesa pubblica, al presidente Crocetta, all’assessore Scilabra ed all’assessore all’Economia, Roberto Agnello, per chiedere l’innalzamento della spesa.

Nella citata nota la Corsello evidenzia di aver rappresentato, già nel mese di maggio 2014 ed in altre due note successive, la questione dello sforamento del tetto di spesa per l’annualità 2014 pari a 168.403.800,00 euro.

Le note richiamate sono la n.37385 del13 maggio 2014, la n.46477 del 6 giugno 2014 e la n.53572 del 1 luglio 2014 con le quali, per l’appunto, ha rappresentato alla parte politica lo sforamento del Patto di stabilità e la necessità di intervenire per porvi rimedio ed evitare un’estate all’asciutto ai lavoratori del settore formativo legato alla formazione dei minori.

Nella richiamata nota n.62464 del 31 luglio 2014 la dottoressa Corsello la sottolineato ‘l’urgenza di garantire pagamenti per un ammontare pari a circa 32,47 milioni di euro in relazione agli interventi a valere sull’Obbligo Istruzione e Formazione (Oif), riguardanti le annualità 2012/2013 e 2013/2014 da erogare in favore degli istituti religiosi, a valere sui capitoli 372522 e 374101, per un ammontare pari a circa 32,4 milioni di euro’.

Com’è possibile che dopo tre mesi e mezzo il Governo del presidente Crocetta non abbia dato seguito alla nota firmata dalla dottoressa Corsello sbloccando i pagamenti nel settore dell’Oif?

È pazzesco e fuori da ogni logica quanto accaduto. Perché, lo ribadiamo, si tratta di minori!

Non sono bastate quattro note per convincere la politica al Governo della Regione siciliana che l’emergenza sociale del settore necessitava dell’innalzamento del tetto di spesa.

Cosa avrebbe dovuto fare l’esecutivo regionale? Adottare una delibera di Giunta con assegnazione delle somme, entro il tetto del plafond regionale, richieste con atto formale dalla dirigente del dipartimento Formazione professionale vista l’emergenza sociale nella filiera dell’Oif.

Direttiva all’indirizzo del Ragioniere generale della Regione siciliana, Mario Pisciotta, dell’assessore all’Economia e di quello della Formazione professionale.

Tutto questo, però, non è avvenuto. Perché? Come si può notare, questi sono sono ritardi imputabili agli ‘uffici’: al contrario, sono ritardi voluti dal Governo regionale. Torna la domanda: perché?

Gli enti formativi cattolici, quando tutto questo avveniva, erano già al collasso, pronti a chiudere battenti. Era questo che il presidente Crocetta e l’assessore Scilabra volevano e vogliono? Fare chiudere gli enti dell’Obbligo formativo che si occupano dei minori?

Ma come, presidente Crocetta e assessore Scilabra: quando c’è da celebrare Padre Pino Puglisi che strappava i bambini alla mafia, la politica è in prima fila a pavoneggiarsi e poi, nei fatti, carte alla mano, scopriamo che il Governo regionale ha affossato l’Obbligo formativo, ovvero la filiera formativa che si occupa dei minori a rischio?

Tutto questo è o non è vergognoso? Tutto questo non dovrebbe spingere la politica siciliana in primo luogo a mandare a casa l’assessore Scilabra e, in secondo luogo, a togliere dalle mani di Crocetta e dei suoi ‘compari’ la Formazione professionale?  

Sarà bene che i nostri lettori immortalino questi fatti nelle proprie menti facendoli conoscere a tutti i cattolici impegnati nel sociale. Quando si tratterà di andare a votare, i cattolici sappiano chi sono Crocetta, Nelli Scilabra e tutti quelli che appoggiano questi signori: a cominciare da Totò Cardinale, leader dei Democratici e Riformisti della Sicilia e del suo fido Marcello Greco, il presidente della quinta Commissione dell’Ars che ha cercato e cerca ancora di salvare l’assessore Scilabra dalle mozioni di censura.

Ribadiamo: stiamo parlando di una formazione speciale, quella che ogni giorno lotta contro la dispersione scolastica che in Sicilia raggiunge livelli davvero preoccupanti. E il Governo regionale che fa? Cerca di affossarla! 

È questa la maniera – presidente Crocetta e assessore Scilabra – di contrastare la micro criminalità e di perseguire la legalità in Sicilia?

Siamo davvero sconcertati nell’aver assistito al teatrino consumatosi nelle due audizioni della Commissione Cultura e Lavoro all’Ars, del 26 agosto e del 3 settembre scorsi, dove l’assessore Scilabra ha accusato la dottoressa Corsello di non dare seguito agli atti di indirizzo e di farsi i fatti propri.

Non sappiamo se in questi due anni sia stato davvero così, lo accerterà la magistratura. Un fatto è certo: sulla vicenda dell’Oif, che vi abbiamo raccontato, emerge un’altra verità, scottante e per certi versi agghiacciante. La responsabilità e tutta della politica, del Governo Crocetta e dell’assessore Scilabra.

Ai lettori il giudizio su quanto abbiamo raccontato.

 


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