Augusta, la guerra del petrolio attorno al porto Gli «agganci» di Gemelli per l’accordo coi rivali

«Lui non era in Total e quindici giorni fa l’ho portato, l’ho presentato in Total, abbiamo fatto la qualifica, è dieci giorni, oggi l’hanno invitato alla gara… per tutto il discorso di Potenza. Stessa cosa (per gli, ndr) accordi con il gruppo Irem. Ieri sono stato con la Erg, perché sai erano tutti contatti che io avevo». E per di più «fortissimi». A parlare è Gianluca Gemelli, intercettato al telefono dalla procura del capoluogo lucano nell’inchiesta Petrolio, mentre con un impiegato di banca sta facendo il punto sulle ultime manovre d’affari andate a segno. Quel «lui» è Salvatore Lanteri, amministratore unico di Ponterosso Engineering, la società di progettazione sospettata di essere legata allo stesso Gemelli e alla sua azienda Its. Pronto ad acquisirne il 49 per cento, l’obiettivo dell’imprenditore siciliano sarebbe stato quello di far crescere e avviare la Ponterosso in «un mercato più vasto», scrivono i magistrati di Potenza. «Però io questa cosa qua la sto facendo proprio perché tramite Confindustria ho una serie di agganci seri», spiegava all’impiegato il compagno dell’ex ministra Federica Guidi.

È il 5 novembre 2014, e la Ponterosso è stata appena accreditata come offerente presso la Total, in vista della partecipazione a «gare ormai imminenti», si legge nelle carte dell’indagine condotta dai pm Luigi GayFrancesco Basentini Laura Triassi, adesso proiettata a far luce anche su alcune concessioni demaniali sospette del porto di Augusta. Nella telefonata con l’impiegato di banca, oltre alla qualifica ottenuta presso la francese Total, Gemelli chiama in causa «accordi» e «contatti» che lo stesso avrebbe avuto, rispettivamente, con Irem ed Erg. Delle due società, la prima è attiva nell’indotto della centrale Oli di Viggiano: lo stabilimento al centro dell’indagine per smaltimento illecito di rifiuti speciali e falsificazione dei dati sulle emissioni in atmosfera.

Ma l’Irem non è conosciuta solo per gli affari in territorio lucano. Presente in Sicilia, la holding internazionale – di cui Erg è annoverata tra i clienti – è anche una delle multinazionali attive nel polo petrolchimico e commerciale Siracusano. Nella rada di Augusta – località Punta Cugno – il suo consorzio Italoffshore è titolare di una concessione demaniale per attività di costruzione di impianti, manufatti e piattaforme off-shore. Mentre nel settore dello stoccaggio petrolifero – attraverso la controllata Tankol’impresa risulta socia al 15 per cento di Decal Mediterraneo, società amministrata dai fratelli Fazio.

Ed è proprio nel filone siciliano dell’indagine sulla «cricca del petrolio» in Basilicata che il nome Decal salta fuori come società antagonista dell’Alpha Tanko, la ditta che, secondo gli inquirenti, sarebbe riferibile allo stesso Gemelli. Gli investigatori potentini sono convinti che quest’ultimo avesse preso di mira un pontile della rada megarese – sempre a Punta Cugno, accanto ai cantieri Irem-Italoffshore – per il quale, già nel 2012, la società dei Fazio aveva ottenuto dalla Regione il nulla osta alla realizzazione di un deposito costiero di idrocarburi. Progetto omologo a quello a cui avrebbe ambito anche Gemelli: motivo per cui lo stesso si sarebbe mosso – all’ombra di Alpha Tanko e sfruttando i suoi «contatti» con ambienti istituzionali – per ostacolare il concorrente affare di DecalUn’operazione nascosta che sarebbe stata spalleggiata anche dal commissario dell’Autorità portuale di AugustaAlberto Cozzo, responsabile nell’iter amministrativo per il rilascio della relativa concessione marittima.

Nella vicenda del pontile di Augusta – in sintesi – la pista percorsa dal pool di Potenza finora sembra contrapporre gli interessi dei Fazio e di Irem a quelli di Gemelli e Alpha Tanko. Resta da chiarire – stando ai dati dei legami societari verificati da MeridioNews – come questa ipotesi investigativa possa conciliarsi con i presunti accordi che Gemelli si vantava telefonicamente di aver stretto col gruppo Irem. Proprio alla luce della partecipazione di quest’ultima società nella compagine Decal. MeridioNews ha contattato la società Irem per una replica, ma è ancora in attesa di una risposta. 


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