A Catania arrivano i saldi, ma gli affari restano al palo «Una volta calca di clienti, adesso vanno dai cinesi»

Prima settimana di saldi bocciata quasi a pieni voti. Se da un primo riscontro le associazioni di categoria parlano di una ripresa, i pareri di molti negozianti catanesi smentiscono, di fatto, questa tendenza positiva. «Non c’è più quel clima di pessimismo esasperato degli scorsi anni», spiega Riccardo Galimberti, presidente provinciale di Confcommercio, che sottolinea come la gente abbia riscoperto «il piacere degli acquisti in città». Ma a Catania, secondo i commercianti del centro, le corse al capo desiderato, l’attesa smaniosa dell’arrivo degli sconti e le file dietro le porte dei negozi e nei camerini sembrano appartenere ormai al passato.

«Qualche anno fa – ricorda la proprietaria del negozio di abbigliamento
 Epoca, in via Umberto – anche col la pioggia torrenziale c’era la corsa al cappotto e dovevamo fare entrare le clienti a poco a poco, con l’aiuto di un vigilante». Oggi appendini e scaffali non si svuotano facilmente, colpa della concorrenza spietata dei centri commerciali e della tendenza a «sostituire i capi buoni con quelli venduti dai commercianti cinesi per spendere i soldi nel cibo».

«Non è più come una volta – conferma il proprietario di
Cantieri in via Etnea – negli ultimi anni gli sconti li fanno dall’inizio della stagione e non esiste più l’attesa di avere quel determinato capo o accessorio». Anche lui ha seguito la tendenza, mettendo molta merce in saldo già a dicembre e invogliando i clienti ad acquistare per mettere almeno un regalo sotto albero». Tra chi si aspettava di più anche i negozi Prima donna e Frau, anche loro in via Etnea, dove i commessi attribuiscono gli scarsi risultati anche a un fattore temporale. «Mentre negli anni passati l’inizio dei saldi ha coinciso con il week end – spiegano – quest’anno il 2 gennaio era lunedì e questo ha influito sull’affluenza frammentata». Neanche le scarpe, dunque, esercitano il fascino di una volta, a parte qualche eccezione. Da Tata Italia, per esempio, «sono andate bene sia scarpe che borse».

Feedback negativo anche da
Ragazzini generali in via Umberto dove non si è registrato nessun incremento di vendite. «Arriviamo fino al 40 per cento – osservano dal punto vendita – ma la gente in questo momento di crisi vuole di più». Non la pensano così invece i brand più lussuosi, abbastanza soddisfatti dall’andamento dei saldi. «Non ci possiamo lamentare» commentano da Luisa Spagnoli e Max Mara in corso Italia, dove molte clienti approfittano degli sconti per acquistare capi più costosi. «Essendo già un outlet lavoriamo bene tutto l’anno e non prevediamo ulteriori sconti – dicono da Helmè hope – a parte qualche special price».

Discorso a parte meritano le catene di franchising, dove i prezzi si abbassano fino a cinque euro facendo concorrenza al mercato rionale e ai negozi cinesi. Non mancano clienti da
H&M e Desigual che, brutto tempo a parte, lavorano anche grazie ai turisti che passeggiano per via Etnea. «Sta andando benino», dicono da Ovs al viale XX settembre, dove gli sconti arrivano fino al 70 per cento. «Quello che non va bene sono il freddo di questi giorni e le tempistiche perché bisognerebbe uscire più tardi la merce estiva – chiariscono – perché quando ancora ci sono due gradi abbiamo già i costumi esposti». Non sono più ottimisti i negozianti di corso Italia, storica via dello shopping di lusso già da tempo disertata. «Andiamo a rilento» dicono da Stefanel, mentre da Barbagallo l’affluenza è in calo. Sembra essere andata meglio a Terranova, forse perché accessibile a più tasche. 

A beneficiare maggiormente dei prezzi bassi, comunque, restano i cittadini, seppur non se ne incontrino così tanti in giro. «Aspettiamo sempre gli sconti – dicono mamma e figlia mentre pagano maglioni, camicie e pantaloni – e
abbiamo approfittato dei prezzi convenienti per rifare un po’ il guardaroba». Stessa storia vale per nonna e nipote a passeggio in corso Italia, mentre una giovane coppia afferma di approfittare dei saldi «più che altro per comprare vestiti per il piccolo che cresce velocemente». Qualcuno li aspettava invece per acquistare in un negozio di arredo il regalo di nozze per una coppia di amici. «Riteniamo comunque un fatto positivo aver anticipato i saldi al 2 gennaio rispetto alla data del 5 gennaio prevista in altre regioni – commenta a MeridioNews Francesco Sorbello, vice direttore provinciale di Confcommercio – in quanto i commercianti sarebbero stati costretti a farli sottobanco per non rinunciare alle vendite».


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