Sempre più studenti mollano gli studi post-maturità Oltre la paura del futuro, famiglie e docenti disillusi

Dopo il diploma di maturità, quasi un quarto degli studenti decide di non andare all’università. Sintomo di una crisi e di un’incertezza del futuro che oggi preoccupa fin da giovanissimi. Gli ultimi dati Istat disponibili sull’abbandono scolastico dei giovani dai 18 ai 24 anni risalgono al 2014 e segnalano per la Sicilia un 24 per cento di fughe dagli studi, la percentuale più alta d’Italia. Che sia per il lavoro – come Mirko, 18 anni, fresco di maturità in un istituto professionale – o per la disillusione – come Alessia, 19 anni, con un diploma di liceo linguistico in tasca – sono sempre di più i ragazzi e le ragazze che ai sogni non ci pensano proprio, a vantaggio della concretezza. La stessa che mancherebbe a molti percorsi universitari: lunghi e scollati dalla società e dal mondo del lavoro. Ad esserne convinti, prima ancora dei giovani, sono spesso le famiglie e i docenti, che giocano un ruolo fondamentale in queste decisioni.

Alessia G., 19 anni, si è diplomata quest’anno al liceo linguistico Principe Umberto di Catania. Quando le si chiede come mai ha scelto di non frequentare l’università, la risposta arriva rapida e sicura: lo stress degli esami di maturità. Colpa dei cambiamenti nelle modalità di svolgimento delle prove, «poco chiare fino alla fine del secondo quadrimestre – spiega – con il risultato di avere docenti e studenti confusi e nervosi». Mirko M., 18 anni, diplomato anche lui quest’anno, aveva scelto l’istituto professionale Enrico Fermi di Catania, indirizzo Informatica. Adesso ha deciso di restare nel campo ma guardando direttamente al lavoro, perché ritiene così di potere imparare meglio un mestiere. E non è il solo: «Uno o due dei miei compagni di classe continueranno a studiare, gli altri invece hanno scelto di buttarsi nel mondo del lavoro». Lo stesso discorso vale per Alessia: «Nella mia classe circa 10 persone su 27 proveranno ad accedere a qualche facoltà».

A riprova del fatto che l’università non è più l’obiettivo principale per molti giovani, né tanto meno un sogno da coltivare nel tempo, la scelta sull’eventuale immatricolazione spesso viene relegata alle ultime settimane scolastiche. «Prima ero assolutamente convinta di andare all’università, ma lo stress degli esami di maturità e il pensiero di dover studiare almeno altri 3, forse anche 5, anni mi hanno fatto rinunciare», dice Alessia. Al contrario di Mirko che è sempre stato sicuro della sua decisione: «Non mi è mai interessato continuare gli studi». Eppure la scelta di non frequentare l’università non significa necessariamente la conclusione degli studi. C’è infatti chi decide di imparare in modo diverso. Più settoriale e meno dispersivo, rispetto a come vengono percepiti i percorsi universitari: «Sto considerando l’idea di seguire un corso Asacom per diventare un’operatrice che assiste gli studenti disabili, ma tengo in conto anche la possibilità di lavorare», spiega Alessia. Così come Mirko: «Mi vorrei specializzare in informatica frequentando dei corsi», considerati «più efficienti» rispetto al dipartimento universitario apposito,«sia per le tempistiche che per gli argomenti da affrontare, molto più settoriali».

Risposte che potrebbero rafforzare l’idea di una generazione fragile e annoiata, ma che, ad ascoltare le loro storie, sono più il frutto della disillusione di chi li ha formati. Spesso dietro scelte di questo genere si trova una spinta da parte di un amico o un familiare: «Mio fratello mi ha spinto ad andare a lavorare con lui, nel suo negozio di riparazione di computer, così da imparare direttamente il mestiere. Oggi ci è sembrato più utile», racconta Mirko. Ci sono poi gli insegnanti, con un ruolo fondamentale per la crescita culturale dei giovani. Sono loro stessi a confermarlo: «La mia professoressa ha appoggiato la mia scelta, dicendo che sarei sprecato per l’università», ammette Mirko. «Il pensiero dei prof è importante perché sono loro ad aver conosciuto il nostro percorso e noi stessi – spiega Alessia – Molti di noi hanno abbandonato l’idea di andare all’università proprio a causa loro. Ci scoraggiavano perché il livello della classe non era alto. Dicevano che senza di loro all’università non saremmo mai andati avanti».

Un rapporto, quello tra ragazzi e docenti, che sembra incrinarsi sempre più. «I docenti dovrebbero capire che siamo nel 2019 e che le generazioni sono cambiate – commenta Alessia – Il loro modo di fare dovrebbe evolversi, perché così spingono i ragazzi a fare sempre meno anziché sempre più». Ma la scuola non era diventata digitale e moderna? «Noi non avevamo nemmeno la lavagna elettronica, così i professori si attenevano ai classici metodi d’insegnamento senza riuscire a coinvolgere la nostra attenzione». Le fa eco Mirko, che non usa mezze parole: «A scuola serve più formazione, con personale che abbia voglia di insegnare davvero. Alcuni prof erano svogliati e si notava che non ci mettevano passione o interesse. Con chi invece si confrontava con noi, anche con una risata, gli argomenti mi restavano impressi».


Dalla stessa categoria

Ricevi le notizie di MeridioNews su Whatsapp: iscriviti al canale

I più letti

Settimana, questa dal 28 settembre, che inizia bene per i segni di fuoco, con un oroscopo segnato dall’ingresso di Marte in Leone. Che si congiunge a Giove, rendendo le azioni – anche dei colleghi Ariete e Sagittario – molto più incisive. Dopo la Luna piena in Ariete che ha già garantito un contatto interiore significativo. […]

Dal 21 settembre si apre la settimana dell’equinozio d’autunno: il Sole varca i gradi della Bilancia e i movimenti dei pianeti imprimono all’oroscopo un’energia più scorrevole e aerea. La Luna sarà piena in Bilancia e le energie si riprenderanno in maniera sensata: qualcosa, dentro i segni più toccati dalla Luna, si scioglierà e troverà pace. […]

La settimana dal 14 al 20 settembre 2026 si preannuncia un po’ turbolenta, con un oroscopo influenzato dalla Luna in Sagittario. E in protesta per le cose che non accadono contro Urano in Gemelli, mentre Mercurio in Bilancia si oppone al conservatorismo di Saturno in Ariete. Astri che chiedono movimento e comunicazione e pianeti che […]

Manutenzione, assicurazione, svalutazione. E tempo per programmare e svolgere tutte queste attività. L’acquisto di un’auto non ha mai solo il prezzo iniziale, ma tiene conto di tanti altri passaggi durante l’uso. Per questo molti guidatori scelgono sempre più spesso una soluzione diversa: il noleggio a lungo termine (adesso anche dell’usato). Opzione esclusiva, per anni, per […]

Una nuova dimensione della consulenza immobiliare: è quella che si sta delineando negli ultimi anni, puntando sulla formazione continua e l’affiancamento sul campo. Una possibilità di lavoro in Sicilia per nuovi talenti e di crescita anche per gli agenti immobiliari esperti. A raccontare nella nostra nuova rubrica dedicata al mercato immobiliare gli ingredienti necessari sono […]